SVALUTAZIONE MONETARIA. - Indice veridico e innocente di una evoluzione, che non sarebbe in sé dannosa qualora avvenisse in modo uniforme per tutte le classi e per tutte le linee di trasformazione (v. PREZZO), è al contrario causa di gravissimo disordine economico e sociale, verificandosi in realtà con ritmo e misura assolutamente ineguali nel tempo, nello spazio e nelle varie attività economiche. Dal lato strettamente monetario è la perdita di potenza d'acquisto della moneta, fenomeno costante nella misura accertata di ca. il 2-3 per cento all'anno, alternandosi periodi di rapida svalutazione (crisi economiche, guerre, malgoverni) con periodi di relativa stabilità.
Dal lato più sensibile per il consumatore generico, si identifica con il continuo aumento dei prezzi. Ad esso l'individuo reagisce restringendo i consumi e vendendo più care le proprie prestazioni. Ma ciò riesce assai più facile alle classi a entrate variabili (produttori, commercianti, professionisti) che alle classi ad entrate fisse (operai, impiegati, pensionati), le quali riescono ad ottenere soltanto con difficoltà e lentezza l'aggiornamento delle loro entrate monetarie in relazione all'aumentato costo della vita: donde la lotta di classe.
I. CAUSE E RIMEDI
Cause della s. m. sono principalmente: a) il tasso d'interesse dei prestiti, particolarmente di quelli improduttivi, allorché supera la ragionevole quota-rischi, INTERCESSIO (v.); b) il lavoro inutile (burocrazia, intermediari del commercio, sindacalismo, politica, pubblicità, stampa), o distruttivo (industrie voluttuarie, che servono la burocrazia e la guerra, distruzioni belliche, ridotta o mancata produttività per agitazioni sociali). La quota annua di svalutazione rappresenta il costo sociale degli errori economici che si commettono.La via del rimedio è chiara: a) ridurre il tasso d'interesse dei prestiti, sia mediante la concorrenza dei capitali resi abbondanti (v. RISPARMIO), sia con l'assicurazione dei

(da Pagine della storia dell'Ordine basiliano šuwajrita melkiti, Beirut 1918, p. 15)
Il fenomeno non è del tutto eliminabile, perché non lo sono le sue cause fondamentali: ma una s. m. lenta, graduale e uniforme, contenuta in una misura minima che non fosse dannosa per il risparmio, avrebbe un effetto salutare. Un discreto e ordinato ascendere dei prezzi è, infatti, un efficace stimolante per le attività e le iniziative, castiga la ignavia dei beati possidentes, costringendo tutti ad accrescere e migliorare la produttività, il rendimento del lavoro.