PREZZO. -
I. Nozione
P. è il valore dell'unità di merce o servizio, espresso in moneta. Negli scambi liberi e volontari, il P. aumenta generalmente con l'aumentare della domanda, e diminuisce con il crescere dell'offerta. Lo scambio è sempre preceduto e determinato da un confronto di p.: il compratore sceglie il P. della migliore offerta e il venditore quello della migliore domanda. Allorché i due P. coincidono, o possono ridursi a coincidere, lo scambio avviene. Grande importanza ha, dunque, il confronto dei p.: il quale, come nelle frazioni ridotte allo stesso denominatore, si riduce al semplice paragone dei numeratori o quantità monetarie, quando i P. siano riferiti a condizioni contrattuali uniformi (pagamento, consegna, sfrido, tara, trasporto, assicurazione, garanzie, controversie, ecc.). Una tale situazione favorevole, che rende intelligibili e confrontabili i P. anche per i meno preparati e sagaci, viene realizzata dalla tecnica mercantile con i contratti-tipo, i forfaits e le unificazioni contrattuali già di largo uso in talune branche del grande commercio delle materie prime e nei pubblici servizi: scarsamente nel commercio interno dei prodotti semilavorati e manufatti, e dei titoli.II. OSCILLAZIONI DEI P
Le continue oscillazioni dei P. determinano, essendone alla loro volta determinate, variazioni di direzione e importanza nelle correnti monetarie che fanno circolare in senso inverso i prodotti. Il governo di queste correnti monetarie equivarrebbe, pertanto, al governo dei P., ossia al governo economico del mondo.Il giuoco delle libere iniziative potrebbe tradursi in un governo automatico dei P., secondo il miraggio delle scuole libere, se alla tutela politica, sempre insufficiente e unilaterale, alternativamente dei produttori e dei consumatori, venisse sostituita la permanente tutela economica del contraente, reso in ogni caso della medesima e massima capacità contrattuale (nel confronto dei P.) e della medesima e massima intraprendenza (con l'abolizione o la forfittizzazione dei rischi).

III. MEDIA GENERALE DEI P
La domanda, essendo rappresentata da un volume monetario (quantità di moneta per velocità di circolazione), e l'offerta da un volume di scambio (quantità di produzione per numero di contrattazioni nel passaggio dal produttore all'ultimo consumatore), il loro rapporto, o media generale dei P., e con essa la moneta, oscillerà intorno alla stabilità con il tendere dei due volumi ad eguagliarsi. Dei quattro fattori in giuoco, quello più facilmente ed efficacemente governabile, con elevato grado di automatismo, è la velocità di circolazione della moneta: attraverso il governo degli incentivi che determinano la stipulazione dei contratti di scambio in genere, e dei contratti di capitalizzazione in particolare. Tali incentivi, quando fossero attuati con larghezza l'assicurazione del risparmio e l'unificazione contrattuale nel campo della capitalizzazione, si ridurrebbero alle oscillazioni del reddito raffinato (cioè esente da rischi): se in rialzo, richiamando i capitali verso gli impieghi socialmente più utili, e se in ribasso, deviando le correnti del risparmio, a saturazione avvenuta, verso altre plaghe e altre necessità.Provvidenze come quelle assicurative dei capitali, le unificazioni contrattuali e il perfezionamento organizzativo e funzionale dei mercati (formazione dei P.), informazioni commerciali, assistenza giuridica e arbitrale, garanzie, credito), facilitando e moltiplicando le contrattazioni, in cui si concorda la velocità di circolazione del denaro, tendono a stabilizzare i giusti P. e il valore della moneta: i giovani altresi a tranquillizzare la vita economica con il liberarla progressivamente da influenze psicologiche e politiche che non riguardano direttamente i fatti economici, ma si risolvono immancabilmente in alterazioni dei P.
IV. Giusto P
Tutto il problema sociale si aggira attorno al concetto del giusto P. attraverso una più esattamisura del valore: aspetto economico del grande precetto cristiano «ama il tuo prossimo come te stesso». Quel «come» stabilisce infatti che debba esservi equivalenza tra l'effetto utile del lavoro che ciascuno dedica al benessere del prossimo e il benessere che ciascuno pretende per sé in contraccambio. Quando fosse realizzato il giusto p., l'unico modo di accrescere le proprie entrate monetarie resterebbe quello di procurare al prossimo il maggior benessere possibile. Chi sarà, però, giudice della reale utilità del lavoro, se non quel prossimo che deve usufruirne i benefici? Facile è pertanto la identificazione del «prossimo» con il «mercato», e del giusto p. con il p. di mercato. Questo sarà tanto più vicino al giusto p., quanto più integralmente saranno verificate le condizioni che rendono perfetto il mercato (cioè unico, accessibile, libero, sensibile, espressivo), intelligibili e confrontabili i p., facili e garantite le contrattazioni, sopra l'indispensabile fondamento di onestà e di morale correttezza nei partecipanti allo scambio.
V. COMPRIMIBILITÀ DEI P
Gli elementi costitutivi del p. (costo di produzione o di riproduzione, costo di compravendita, spese generali, interesse del capitale ivi compresa la quota rischi, profitto) presentano gradi diversi di comprimibilità. La concorrenza preme principalmente sul profitto, il quale non può salvarsi che riducendo il tasso d'interesse con l'abbandanza dei capitali, la risparmio (v.), le spese generali ed il costo di compravendita attraverso semplificazioni burocratiche e razionalizzazioni nella tecnica di scambio e nella organizzazione commerciale; infine il costo di produzione, adottando macchine e procedimenti produttivi più perfetti e di maggior rendimento. La eccessiva e prematura compressione del profitto individuale o imprenditoriale implica l'abbandono della libera iniziativa e il ripiegamento su vincolissimi prima e statalissimi poi, che possono arrivare fino alla completa realizzazione di un regime collettivista (v. PIANIFICAZIONE E PIANISMO).P. che non siano quelli economici o di mercato (quali i p. di monopolio, politici, legali, di calmiere, tariffari e simili) introducono nella vita economica elementi spuri che ne alterano profondamente i caratteri e la vicenda (fa eccezione il p. convenzionale, per oggetti fuori commercio, ad es., quadri celebri). La vita economica risulterà tanto più razionale ed umana per quanto più, sulla base di un generale risanamento spirituale, essa potrà svolgersi in modo autonomo, con un minimo di interventi da parte di fattori non economici: siano quelli egoistici dei monopolizzatori e speculatori, siano quelli politici che esorbitano dalla giusta tutela giuridica e da quella desiderabile carità, civilmente organizzata, in cui la politica sostanzialmente consiste.
La notevole complicazione delle teorie del p. accentuata negli ultimi decenni, particolarmente ad opera di economisti anglo-sassoni, è destinata a complicarsi ancora di più: e inutilmente per l'economia, se questa non si riduca ad essere soprattutto se stessa, e a governarsi con proprie leggi, dando vita ad una vera e propria scienza economica applicata. Se c'è il p. legale, bisogna osservarlo in coscienza, ma se non viene praticamente osservato, né lo Stato se ne cura e peggio se è evidentemente ingiusto, allora si può seguire il p. comune, così che il venditore non chieda oltre il massimo comunemente consentito e il compratore non dia meno del minimo. Per l'influsso del p. ingiusto sul valore del contratto, V. RESCISSIONE E RESCINDIBILITÀ.
Mario Baroni
FINE DEL NONO VOLUME.