PRUDENZA

PRUDENZA - La p. Musica del sec. XIII - Venezia, basilica di S. Marco.

comune il giudizio pratico che la coscienza deve emettere guidata dalla p.; la coscienza è un atto od una facoltà, non una virtù. La p. è la virtù del governo e della disciplina di tutta la vita morale, che orienta e regge l'azione, perché conosce i supremi principi dell'ordine pratico e sa applicarli alla vita pratica. L'atto poi con cui, dinanzi al caso pratico, si emette un giudizio nella moralità dell'atto è la coscienza; e perché quest'atto sia compiuto bene, la ragione pratica deve essere perfezionata dall'abito della virtù della p. Anche la coscienza è quindi un atto della virtù della p.

La p. è vera virtù morale, sia perché esige predisposizioni morali, sia per il suo oggetto. Questo è costituito dagli atti umani, intrinseci all'agente, sia esso una persona fisica od una comunità, in quanto debbono farsi od omettersi per operare onestamente. Sono suo oggetto anche le virtù morali ch'essa dirige come moderatrice ed alle quali è talmente legata che né essa può esistere in grado perfetto senza tutte le altre virtù morali, né queste senza la p. Così l'atto di qualsiasi altra virtù le appartiene non in quanto è atto di fortezza, castità ecc., ma in quanto è da porsi hic et nunc, cioè in quelle determinate circostanze di tempo e di ambiente, ed in ordine al debito fine. L'aspetto che in tale atto viene preso di mira dalla p. è la sua verità pratica, cioè la sua rettitudine o indirizzo al fine ultimo. Però la virtù della p. non bada solo alle circostanze estreme dell'atto di virtù da compiere, ma determinata ancora in che modo e misura l'atto dev'essere compiuto (medium virtutis), il giusto mezzo in cui consistono le virtù morali, il giusto mezzo tra l'eccesso e il difetto,

Article illustration
(fot. Anderson)
Prudenza - La p. Mussico del acc. xili'- Venezia, basilica di S. Marco.