Il Sollazzo (Liber solatii) è una raccolta di 18 ballate, che, con novellette prese dai fabliaux, sferzano i 7 peccati capitali e 11 derivati. Ogni vizio, incarnato in una persona, è punito dallo scherno degli uomini. Vivaci, lepide anticlericali, grassocce fino all'oscenità, hanno però un intento morale, confermato dall'accostico conclusivo. Il Saporetto (Liber saporetti) è composto di 186 sonetti divisi in 4 parti, oltre l'Introduzione, che descrive le sei età dell'uomo. La 1a e la 2a (Mundus placidus e Mundus blandus) rappresentano la gala vita alla corte di Pierbaldo, signore di Buongoverno, il quale prega l'amico Bonare di mandargli suo figlio Sollazzo per cantare le ballate del libretto omonimo e rallegrare la brigata. I pranzi e le cene, i canti e le danze, le battute di caccia della lieta corte sono descritti con tale sfoggio di particolari e precisione di linguaggio (umbro) da rendere prezioso il poemetto per la storia del costume, della musica e della lingua. Nella 3a parte (Mundus tranquillus) l'autore si muta e de mondano in catolico e, con una serie di sonetti accoppiati a proposta e risposta, contrappone alle superficiali obiezioni dell'uomo gaudente le osservazioni del saggio che dimostra la superiorità della virtù. La 4a parte (Mundus meritorius) è l'apologia dell'ascetica cristiana, via al paradiso. Si alternano in 44 sonetti catechismo e preghiere: molti verseggiano, non male, orazioni liturgiche. In questi due ultimi «mondi» abbondano motivi interessanti la storia della casistica, della pietà, della fortuna di Dante. L'organicità dell'opera è, secondo il P., espressa dal titolo: «Sacci ch'ello se chiama Saporetto - D'erbette prima e puoi le spette metto»: dunque una vivanda leggera in principio, poi drogata di virtù. Il suo valore poetico è quasi nullo; il suo apporto culturale considerevole; il suo significato spirituale notevolissimo: un'ascesa ragionata dalla vita gaudente, «non però ch'essa passi la misura», alla vita cristiana meritoria. Come il Sacchetti (che però lo supera di molto) il P. inizia nei suoi modi l'equilibrio umanistico.
PRUDENZANI, SIMONE (SIMONE DI GOLINO DI PRUDENZANO)
Bibl.: opere: Il Sollazzo, Il Saporetto, Rime varie, pubbl. da S. De Benedetti, in Giorn. stor. d. lett. ital., 1913, supple- mento n. 15. Studi: G. Pardi, Storia dei supremi magistrati e reggenti di Orvieto, in Boll. d. Soc. Umbra di storia patria, 1 (1895), p. 409; S. De Benedetti, Spunti e motivi boccaccocchi di un antico novellino umbro, in Miscell. Renier, Torino 1912, p. 682; A. Schering, Studien zur Musik d. Frührenaissance, Lipsia 1914; S. De Benedetti, Il Sollazzo: contributo alla storia della no- vella, della poesia musicale e del costume nel Trecento, Torino 1922; N. Sapegno, Il Trecento, Milano 1948, pp. 446-50.