LOSANNA, GINEVRA E FRIBURGO, DIOCESI DI

LOSANNA, GINEVRA e FRIBURGO, DIOCESI di. - La diocesi comprende quattro cantoni : Friburgo, Vaud (salvo il triangolo che, a sud del Lemano, si estende fino alle porte di St-Maure, e che ha sempre fatto parte della diocesi di Sion), Ginevra e Neuchâtel, con un totale di ca. 300 mila cattolici ripartiti in 227 parrocchie, servita da ca. 400 sacerdoti diocesani. Vi sono inoltre 350 regolari, un seminario teologico, 42 comunità religiose maschili e 320 femminili (1949). La proporzione dei cattolici è di ca. 9/10 nel cantone di Friburgo, della metà in quello di Ginevra, di 1/6 in quello di Vaud e di 1/7 in quello di Neuchâtel. Il resto della popolazione è di religione protestante, salvo qualche israelita e una piccola frazione di « vecchi cattolici » nei cantoni di Ginevra e di Neuchâtel.

In origine la diocesi abbracciava il territorio che all'epoca dei Romani costituiva la « civitas Helvetiorum », e cioè la maggior parte dell'altopiano svizzero (tra il Giura a nord e le Alpi a sud) con Avenches (Aventicum), a sud-ovest del lago di Morat, come capitale.

I primi vescovi noti sono quelli che nel VI sec. fuggiano nei concili merovingici. Essi risiedevano allora a Windisch (Vindonissa, vicino a Brug, cioè circa a mezza strada fra Basilea e Zurigo), città sorta presso il luogo dove era accampata la legione romana stabilita in Svizzera.

Gli Alemanni, barbari pagani, che a poco a poco avevano invaso ciò che costituisce oggi, a nord delle Alpi, la Svizzera tedesca, occuparono il territorio dei Burgundi, anch'essi Germani, ma cristiani (ariani) e assai più miti, che si erano fusi, nell'attuale Svizzera romanda, con la popolazione giallo-romana ivi esistente e ne avevano adottato la lingua. Questa progressione continua decise, secondo ogni verosimiglianza, il vescovo, nella seconda metà del VI sec. (forse nel 561, al momento della spartizione del Regno di Clotario I fra i suoi figli) a lasciare Vindonissa per stabilirsi (forse dopo una breve sosta a Avenches, allora quasi in rovina) a Losanna. Il trasferimento era certo avvenuto nel 594, anno in cui il vescovo si fece seppellire a Losanna. La parte orientale della diocesi entrò invece in quella di Costanza, creata in questa epoca.

I limiti della diocesi di Losanna, dall'alto medioevo fino alla «riforma», furono i seguenti : a nord, il Giura, a ovest l'attuale confine franco-svizzero, poi l'Aubonne, fiumicello che si getta nel Lemano tra Losanna e Ginevra; a sud la catena delle Alpi bernesi fino alla Grande Scheidegg, e, a est, tutto il corso dell'Aar, dal lago di Brenza fino a 6 km. a valle di Soletta. Al pari di quella di Ginevra, la diocesi di Losanna ebbe, in principio, come metropolo, l'arcivescovo di Vienne in Francia. Ca. dall'anno 600 in poi quello di Besançon. Fra i vescovi si ricordano : S. Mario (Marius 574-94), S. Protasio (561 ca.-?), S. Amedeo (1144-59) discepolo di S. Bernardo ed abate di Hauftecombe, prima di occupare la sede vescovile di Losanna; S. Bonifacio Clutine (1230-39), belga di origine.

Al momento della conquista del paese di Vaud, nel 1536, da parte dei Bernesi, che introdussero la «riforma» dovunque poterono, il vescovo, Sebastiano di Montfalcon, abbandonò la diocesi. I Bernesi si impadronirono della sua Cattedrale, del suo Palazzo episcopale, delle terre del vescovato; i canonici furono dispersi e il cantone di Vaud (salvo, al centro, il distretto di Echallens) fu costretto, a poco a poco, ad abbracciare il protestantesimo. Analogamente accadde, nel corso degli aa. 1530-38, nel principio di Neuchâtel, passato alla «riforma» in seguito alla predicazione di Farel, ad eccezione delle due località di Cressier e di Landeron.

Il vescovo, che veniva di solito presentato a Roma dal duca di Savoia, risiedette ormai abitualmente in Borgogna; in una delle abbazie, quando era religioso, di cui era commendatario. Nel 1603 venne concluso un accordo, in virtù del quale egli avrebbe risieduto da allora in poi a Friburgo, città rimasta cattolica con tutto il territorio circostante, grazie soprattutto all'energia dimostrata dal suo governo al momento della «riforma». Da allora in poi il vescovo soggiornò più o meno a lungo nella nuova sua città episcopale, ma vi si fissò stabilmente solo nel 1663. In quel tempo era vescovo Giovan Battista, conte di S. Martino, originario di Strambino (Torino), francescano piemontese di stretta osservanza. Egli fu quasi sempre in conflitto con i canonici della sua città episcopale (il Capitolo di S. Nicola eretto nel 1512-15 ed esente dalla gurisdizione del vescovo) e con le autorità civili che dopo la «riforma» e durante l'assenza del vescovo si erano raggiati alcuni diritti in materia religiosa.

In seguito il vescovo venne nominato direttamente da Roma. Fino alla Rivoluzione venne scelto soprattutto nelle famiglie patrizie di Friburgo. Oggi la S. Sede lo sceglie in uno dei cantoni diocesani.

La situazione un po' anormale del vescovo venne finalmente sistemata nel 1924 con l'erezione in cattedrale della chiesa collegata di St-Nicolas e del suo Capitolo, con l'aggiunta del nome di Friburgo nel titolo della diocesi. Tra gli ultimi vescovi, si ricordano mons. Gaspare Mermillod, del cantone di Ginevra (1883-91), creato in seguito cardinale, morto a Roma nel 1892, e mons. BESSARIONE (v.).

Non è mai esistita una diocesi di Friburgo, poiché questa città, come d'altra parte quelle di Berna, Neuchâtel e Soletta, ha sempre fatto parte della diocesi di Losanna. Al contrario, fino al principio del XIX sec., si ebbe una diocesi di Ginevra.

Verso il 400 è attestata la presenza, in tale diocesi, di un vescovo, a nome Isacco. La diocesi abbracciava il Chablais, il Faucigny e i Genevois, cioè, per usare le denominazioni attuali : il cantone svizzero di Ginevra, il dipartimento francese della Haute-Savoie fino al Monte Bianco e al lago di Bourget al sud, e risalendo verso il nord una larga zona comprendente la riva destra del Rodano, quindi, sul territorio svizzero, quella del Lemano fino all'Aubonne.

La diocesi aveva come metropolita l'arcivescovo di Vienne nel Delfinato. I vescovi ebbero a lottare, durante il medioevo, contro i conti del Genevois, i quali tentavano di esercitare ancora, come in passato, la loro sovranità sulla città di Ginevra. Ma dopo che essi furono assorbiti dai conti di Savoia la lotta proseguì contro di questi, ma a detrimento della diocesi, che finì per divenire un appannaggio della casa Savoia, che vi nominava o membri della sua famiglia o suoi protetti.

Tra i vescovi di Ginevra si ricordano : alla metà del sec. V Salonio, figlio di S. Eucherio (del quale più tardi a torto si è fatto un Salomone vescovo di Ginevra); Guido di Faucigny (1078-1120); Arduzio di Faucigny (1135-85), che fu uno dei grandi vescovi del medioevo; Roberto di Ginevra (1276-87); Pietro di Faucigny (1311-1342); Ademaro Fabri (1385-88); Giovanni de Brogne (1423-26), morto cardinale d'Ostia; Amedeo di Savoia, l'antipapa Felice V, che resse la diocesi dal 1444 al 1451.

All'epoca della «riforma» il vescovo, Pietro de la Baume, si vide costretto ad abbandonare la sua città episcopale (1533). Egli aveva avuto il torto di appoggiarsi quasi esclusivamente sul duca di Savoia, principe cattolico senza dubbio, e avente l'alta sovranità su Ginevra, però mal visto dal partito, di giorno in giorno più importante della città, posta sulle rive del Rodano, che si era legata da vincoli di comune borghesia con diversi cantoni svizzeri. Il Capitolo si trasferì ad Annecy. Pietro de la Baume divenne arcivescovo di Besançon. Anche i suoi due immediati

successori morirono nella Franca Contea, e il terzo a Torino; quindi gli antichi vescovi di Ginevra si stabilirono ad Annecy. Da questo luogo mons. Claudio de Granier (1573-1602) già si interessò alla conversione del Chablais, opera nella quale si rese illustre soprattutto il prevosto del suo Capitolo, s. Francesco di Sales, il quale gli successe nella cattedra episcopale (1602-22).

La diocesi di Ginevra venne soppressa con il Concordato fra Pio VII e Napoleone (1801) e venne riunita a quella di Chambéry. Tuttavia, per non lasciar cadere il nome di una diocesi resa illustre da s. Francesco di Sales, il titolo di vescovo di Ginevra venne aggiunto a quello del vescovo di Chambéry.

Nel 1814 la città di Ginevra, che era diventata francese nel 1798, venne dichiarata indipendente e poi incorporata alla Svizzera nel 1815. Nel 1815-16 però 27 comuni savoiardi e francesi vennero ugualmente riuniti alla Confederazione; questa fece osservare alla S. Sede come non fosse logico che un vescovo francese esercitasse la sua giurisdizione sopra un territorio divenuto svizzero, e portasse il titolo di vescovo di Ginevra, città elvetica. La S. Sede accolse tale richiesta e riunì la città sulle rive del Rodano con le località circostanti alla diocesi di Losanna, il vescovato svizzero più vicino (1819), invitando l'arcivescovo di Chambéry a passare al vescovo di Losanna il titolo di vescovo di Ginevra (1821).

La diocesi di Ginevra aveva come patrono s. Pietro. Patrona principale della diocesi di L., G. e F. è la S. Vergine, sotto il vocabolo della Natività; patroni secondari: s. Nicola di Mira e s. Francesco di Sales.

MONUMENTI. — A Ginevra, la cattedrale di S. Pietro (oggi protestante), costruita nel sec. XII sul luogo dove sorgeva una piccola chiesa del IV sec., sostituita da una più grande nel 515, ingrandita nel X sec. A Losanna, la Cattedrale (anche essa oggi protestante), il più bell'edificio gotico di tutta la Svizzera, costruita fra il 1170 e la fine del XIII sec., sulle rovine di una antica chiesa romanica dell'XI sec. Essa venne consacrata, nel 1275, da papa Gregorio X, alla presenza di Rodolfo di Asburgo. A Friburgo, la Cattedrale, iniziata verso la fine del sec. XIII, sul luogo di una chiesa romanica, consacrata nel 1182. Fra le antiche chiese abbaziali si segnalano quelle di Haute-rive (Cistercensi), a 7 km. da Friburgo (Cottineau, I, col. 1375), e, nel cantone di Vaud, quelle di Romainmôtier (ibid., II, coll. 2497-98) e di Payerne (ibid., coll. 2239-40), un tempo monasteri cluniacensi (la prima è oggi tempio protestante, e la seconda è sconsacrata).

Friburgo possiede una Università cattolica, fondata nel 1889; le nuove costruzioni, moderne, delle tre Facoltà di teologia, diritto e lettere, s'inaugurarono nel 1941. — Vedi tav. CIX.

secondarie, servite da 8 sacerdoti diocesani e 2 religiosi, coadiuvati da 2 comunità religiose femminili. Ha due istituti scolastici. Le opere di carità (asili, orfanotrofi, ospedali, ecc.) sono in via di formazione. Alla missione attesero da prima alcuni sacerdoti secolari della diocesi di Guayaquil, poi i Padri di Maryknoll (Stati Uniti) e ora vi lavorano i sacerdoti dell'Istituto spagnolo per le Missioni Estere (Burgos), a cui il vicariato è affidato.

BIBL.: MC, 1950, p. 47; AAS, 41 (1949), pp. 16-17; Arch. S. Congr. Prop. Fide. Esposizione circa cost. Missionem de los Rios, pos. prot. n. 3599/47; Documenti di Propaganda, pos. prot. nn. 2164/48, 2000/48, 3698/48.

Antonio Mazza

LOS von ROM (Via da Roma). - Il L. V. politico, culturale e religioso antiromano, sorto a Vienna nel 1897 sotto il pretesto che il cattolicesimo fosse il principale impedimento per raggiungere l'unione di tutti i popoli di razza tedesca. La Chiesa cattolica dopo il

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Lot - Fuga di L. Dipinto di Rubens (1625) - Parigi, Louvre.

1870, per il prevalere nelle sfere politiche austriache del liberalismo, forma nuova del vecchio giuseppinismo, ebbe in Austria numerose restrizioni sia nel campo culturale come in quello strettamente religioso; e, pur senza avere un suo Kulturkampf (v.), la Chiesa austriaca ebbe anni di lotta. Come risultato di questo stato di cose sorse il movimento del L. V. R., il quale fu ideato, preparato, guidato e sorretto da uomini rappresentativi della cultura germanica laica, che si potevano, mediante tale separazione religiosa da Roma, di riunire tutti i Tedeschi in modo da poter procedere uniti alla conquista di tutti i rami del sapere moderno. Il protestantesimo germanico appoggiò fortemente questo movimento allo scopo di imporre ai paesi austro-ungarici l'unione del Reich tedesco sotto l'Impero degli Hohenzollern.

La prima dichiarazione di questo movimento si ebbe a Vienna il 12 dic. 1897 ad opera di alcuni studenti, i quali fecero una manifestazione davanti alla sede del Partito popolare al grido di L. V. R. Capi del movimento furono G. V. Schönerer, V. Eisenkolb e F. Meyer, uno dei capi del comitato per il coordinamento del movimento evangelico in Austria. Il principale centro fu Innsbruck, dove sorse la Lega Ulrich-Hutten (Ulrich-Hutten-Bund) e i giornali Der Scherer, Pfeile aus der Eberburg e Mitteilungen an die deutsche Tagespresse zur Forderung der L.

V. R

Bewegung. A questi giornali furono aggiunti anche opuscoli di propaganda. L'organo fondamentale del movimento fu il Die Wartburg (dal 1905). I risultati della campagna furono piuttosto modesti. A gran fatica, attraverso una clamorosa propaganda, giunse a raccogliere 10 mila adepti (1900). Il movimento fu arginato dallo zelo dei vescovi, del clero e degli Ordini religiosi, e dall'organizzazione delle forze cattoliche nel campo politico con il Partito cristiano-sociale, che prestò divenne il Partito più forte nel parlamento cisleitano (v. Dottrina Sociale Cristiana).

BIBL.: C. Goyau, L'Allemagne religieuse. Le catholicisme, IV, Parigi 1909, passim; E. Soderini, Il pontificato di Leone XIII, III, Milano 1931, passim; K. Algemissen, s. V. in LThK, VI, coll. 652-54; V. AUSTRIA.