Enciclopedia Cattolica vol. IX, 1952 Sociologia e politica

POLITICA ECONOMICA

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POLITICA ECONOMICA. - Rappresenta il settore forse più importante, oggi, e il compito più ambito della politica pratica; il suo scopo è di dare un indirizzo coordinato al ritmo spontaneo delle economiche attività, onde prevenire e rimediare il pregiudizio che può derivarne alle classi meno abbienti, a taluni rami d'industria, al commercio, o all'economia nazionale in genere. Oggi tali scopi vengono fusi e organicamente riassunti nelle pianificazioni, totali o parziali, sistematiche o tendenziali.

Per adempiere a questo compito i governi politici non dispongono che di armi anti-economiche le quali si configurano essenzialmente nei regimi fiscale e doganale, nella politica dei trattati commerciali con i paesi esteri, nel controllo dei prezzi, dei finanziamenti industriali, delle banche, della produzione, degli scambi e dei consumi, infine nella manovra di alcuni speciali congegni finanziari: il tasso di sconto, il governo della circolazione monetaria e simili, raggiungendo le espressioni più acute con il risparmio forzoso e la combina del capitale. La somma di questi espedienti (ché di questo in fondo si tratta, anche se consacrati da un uso secolare) e le relative complesse manovre nel tempo, nei vari settori dell'economia e nelle relazioni internazionali, costituiscono la p. e.: scambiata da molti, per affinità di argomenti o assonanza di termini, con l'economia politica che si insegna nelle scuole come scienza economica. Avviene in realtà che, sia per la crescente gravità e complicatezza dei problemi, sia per la suggestiva facilità di manovra per chi detenga il potere politico, sia per la relativa prontezza dei risultati e le sempre grandi e urgenti necessità finanziarie dei governi, la p. e. va nettamente soverchiando l'economia politica, la quale ne resta mortificata come scienza e screditata come speranza in un ordine economico razionale. Così la p. e. si è guadagnata il rango e il prestigio di scienza a scapito della scienza economica propriamente detta: ed è verso di essa che si appuntano principalmente le attese e le pretese dei singoli, delle classi, delle aziende e dei popoli, invece che verso il progresso scientifico e morale; per tacita involuzione, l'economia politica si occupa prevalentemente di p. e., e ne propugna l'ulteriore rafforzamento, suggerendo di chiedere ad essa le soluzioni dei problemi economici (v. KEYNES). Con ciò l'economia si avvia ad essere riconosciuta praticamente come una funzione ordinaria delle politiche nazionali: il che distrugge evidentemente il concetto di scienza.

Tale situazione è piena di pericoli: sia perché allontana dalla via maestra, anteponendo l'empirismo alla razionalità; sia perché le varie p. e. nazionali, forzatamente diverse e spesso contrastanti, non favoriscono un ordinamento razionale dell'economia, che è fenomeno mondiale e unitario; sia perché l'economia nelle mani della politica, e di una democrazia che pieghi a consigli meno saggi, rappresenta un pericoloso strumento di dominio e di apprensione, oltre che di inimicizia tra gli Stati; e invita a tutte le esperienze i governi espressi da partiti abili e temerari nella manovra di espedienti, ma sempre meno preparati e disposti a governare secondo le leggi naturali dell'economia.

I limiti di una sana p. e. sono segnati dal diritto e dal dovere che ha lo Stato di sostenere, coordinare e disciplinare le singole attività economiche, sostituendo l'autogoverno ancora lontano dall'economia e contenendo gli errori e gli eccessi; sempre con lo scopo non già di correggere le leggi naturali, ma di assicurarne il libero giuoco, evitando soltanto gli urti eccessivi e tenendo nel dovuto conto le situazioni reali. Soltanto una scienza economica progredita, affiancata da una valida scienza applicata, in clima di migliorata moralità e cultura, potrà contenere la p. e. entro i suoi giusti limiti: valorizzando il suo prezioso intervento nelle attività economiche come espressione di saggezza e non come violenza sistematica ad una verità economica alla cui chiarezza non è interessata.

Bibliografia2 opere
BIBL.: V. Torri, Principi di p. e. internazionale, Torino 1934; E. Insabato, P. e. e politica dei valori morali, in Idea, 7 (1931), pp. 384-87.

Mario Barone

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Di Mario Baronci

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. IX (1952), coll. 1691–1692.

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vol. 9, coll. 1691–1692

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Baronci, Mario. “Politica Economica.” In Enciclopedia Cattolica, vol. IX, coll. 1691–1692. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/politica-economica.

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Baronci, Mario. “Politica Economica.” Enciclopedia Cattolica, vol. IX, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1691–1692. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/politica-economica.

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