UNIONE (PROTESTANTE). - Lega difensiva stretta nella Svevia bavarese il 16 maggio 1608 tra il rappresentante dell’elettore palatino Cristiano di Anhalt, il duca di Württemberg, i margravi di Ansbach, Kulmbach, Baden-Durlach e Neuburg, inizialmente per 10 anni, prolungata poi nel 1617 per altri 3. Ad essa aderirono poi, nel 1609, le città libere di Strasburgo, Ulma e Norimberga; nel 1610 l’elettore del Brandenburgo, il margravo d’Assia Kassel e numerose altre città.
L’U., sotto la presidenza dell’elettore palatino Federico IV, cercò subito di stringere accordi segreti con i principi stranieri, nemici della casa d’Asburgo, interessati a impedire il rafforzamento del principio unitario in Germania, ovvero fautori della causa protestante; riuscì così a concludere trattative con la Francia che però subirono una crisi per la morte di Enrico IV; stabilì accordi formali con l’Inghilterra (1612) e con l’Olanda (1613); si guadagnò almeno l’appoggio benevolo della Svezia e della Danimarca. L’occasione che diede vita alla U., a cui la parte cattolica contrappose, fin dal 1609, la Lega cattolica, fu una controversia sorta a Donauwörth sull’interpretazione della Pace di Augusta del 1555; in realtà i protestanti intendevano costituire un fronte unico contro la ripresa cattolica religiosa e politica, che minacciava il possesso più o meno regolare dei territori e dei beni selezionati, e che cercava di trar partito anche dalle divergenze dottrinali e politico-territoriali tra calvinisti e luterani. Essa divenne così il centro di tutti gli intrighi anticattolici e antiasburgici e come tale intervenne nella questione della successione nel Ducato di Jülich a favore del pretendente protestante (1609-10) e creò l’atmosfera per l’insurrezione dei Boemi, che diede inizio alla guerra politico-religiosa dei Trent’anni. In seguito alla sconfitta degli insorti nella battaglia della Montagna Bianca, dopo aver in un primo tempo stretta pace con la Lega cattolica, nel maggio 1621 si sciolse, per rinascere però più tardi sotto altra forma, per sollecitazione della politica antiasburgica del Richelieu.