UMANITARISMO. - L'u. è un concetto di contenuto indefinibile, da non confondersi col sentimento d'umanità e con l'umanesimo. Il primo è uno spontaneo movimento dell'anima, che si rivolge con compassione verso quanti soffrono o reagisce contro le crudeltà, e sorge dalla profonda inclinazione della natura umana verso la solidarietà. Il secondo, invece, è una concezione della vita, la quale tende a mettere in valore l'uomo e le leggi della sua natura razionale, per la costituzione d'un ordine sociale, che corrisponda in tutto alle sue più universali esigenze e rispetti la sua dignità e i suoi diritti. L'u., invece, può dirsi un vago e inafferrabile sentimentalismo a fondamento piuttosto emotivo, senza una propria struttura sistematica né una dottrina, in virtù del quale l'umanitario si sente commosso dinanzi al dolore di tutti gli esseri, cui tende a portare rimedio mediante la sua azione. Perciò, come sentimento generico, si trova mescolato a diverse tendenze e correnti, le quali hanno di comune un atteggiamento di contrarietà a quanto può essere causa di dolore e sofferenza. Sebbene l'u. si trovi presente nei movimenti e nelle associazioni per la protezione degli animali e contro la vivisezione, tuttavia, secondo la stessa derivazione del termine, esso si riferisce soprattutto all'uomo, sia come soggetto che nutre sentimenti delicati, sia principalmente come oggetto, alla cui protezione contro le crudeltà mira, per alleggerire e possibilmente far sparire le cause delle sue sofferenze.

(da G. Stieca, I Savoia, parte 2a. I Re, Firenze 1937, p. 48)
Sebbene, come s'è detto, l'u. non abbia una struttura dottrinale, pure al suo fondo si possono intuire alcune idee direttive. La più generale è il naturalismo a sfondo razionalistico; una filosofia poco riflessa che prescinde dai valori trascendentali, per concentrare la propria attenzione unicamente sull'uomo e sull'umanità, alla quale guarda con un certo misticismo religioso. Questo fu in Comte (v.), il quale, dopo aver negato la religione rivelata e il dogma, come contrari ai canoni della ricerca scientifica, propose quale surrogato la cosiddetta religione dell'umanità. Con l'u. si congiunge conseguentemente una concezione ottimistica della natura umana, sul tipo di quella escogitata dal Rousseau, e non gli manca una certa tendenza ad attribuire un valore speciale a quanto è spontaneo nell'uomo, la cui perfezione e felicità fa consistere nel seguire i propri impulsi. Queste idee, nondimeno, si mescolano e s'intrecciano in modo confuso, senza acquistare contorni rilevati, avvolti in una vaporosità sentimentale, che non le lascia distinguere con esattezza.
L'u. ha dato origine a parecchie iniziative filantropiche e ad associazioni che, nonostante lo scopo diverso da esse perseguito, hanno avuto come comune tendenza il sollievo dell'umanità. Non è stato estraneo, ad es., al movimento che condusse all'abolizione della schiavitù, ai provvedimenti adottati per la protezione della donna e del fanciullo, particolarmente per quanto riguarda le loro condizioni di lavoro, al miglioramento del trattamento dei carcerati e alla più umana e razionale organizzazione e manutenzione degli istituti di pena, alla creazione della Croce Rossa Internazionale e così via. Ha raggiunto i limiti dell'utopia nei vari movimenti pacifisti, i quali, esagerando sovente l'orrore per le stragi belliche, hanno proposto l'astensione dal servizio militare e la disobbedienza civile (v. COSCIENZA) e sostenuto la necessità di far sparire le frontiere, le patrie e le divisioni religiose, come cause principali dei conflitti tra i popoli.
In complesso, come sentimento volto all'alleggerimento delle sofferenze e alla condanna delle crudeltà, può dirsi una derivazione del più profondo stimolo umano verso la solidarietà, e, prescindendo dal suo fondo naturalistico e dalle esagerazioni, cui suole condurre il sentimentalismo non vigilato dalla ragione, un'espressione della bontà, priva però dell'alito soprannaturale, che sorregge e stimola la carità cristiana.
Giordani, L'u. razionalistico e l'imperialismo romantico in Germania, Roma 1918; F. D'Antonio, La filosofia politica tedesca. Gli ideali cosmopolitici, Crema 1938. Antonio Messineo