LUCA da LEYDA. - Pittore ed incisore fiammingo, n., forse, nel maggio o giugno del 1494, m. a Leyda tra il maggio e l'ag. del 1533. I primi documenti relativi a lui risalgono al 1514, a proposito del suo arruolamento nelle truppe cittadine.
La sua fama è legata soprattutto alle incisioni, di soggetto evangelico, storico, allegorico e satirico, direttamente dipendenti dallo spirito e dalla tecnica del Dürer. Anche la sua notevole opere pittorica dipende assai dall'attività grafica; i suoi problemi di composizione, di spazio e di espressione maturarono sotto l'influenza italiana, cosicché sull'originaria pittura di genere - come nei Giocatori di scacchi, nelle Partite a carte, ecc., di cui esistono varie copie, nella Predica in chiesa del Museo di Amsterdam (del 1517 ca.), - sulla romantica espressività della fisionomia umana, come nell'Autoritratto del Museo di Brunswig, nei ritratti sia femminili che virili di Richmond, Londra, Rehenca, Groninga, ecc. si innestano vivaci echi della plastica statuaria del manierismo e tracce del chiaroscuro leonardesco, soprattutto visibili nel Giudizio Finale del Museo di Leyda, e nel Loth e figlie del Louvre. Restano inoltre numerose tavole di soggetto religioso a Filadelfia, Aquisgrana, Leyda, Mo-
naco, Vienna, Richmond, Bruxelles, Berlino, ecc. che testimoniano la sua arte densa e complessa.