Tra le sue opere più antiche sono l'Autoritratto (1458) della Collezione Widener di Filadelfia, la Venere (il solo quadro profano scampato all'incendio della va-nità del 1497, per influsso della predicazione del Savo-narola) e la giovanile Annunciazione (entrambe agli Uffizi), che possono dare la misura delle sue possibilità e delle sue derivazioni di l'ambiente verrocchiesco e da quello d'ol-trale; sulla sua formazione influì molto anche lo stesso Leonardo e a'cune opere (come il Ritratto di Ginevra dei Benci, nella Galleria Liechtenstein di Vienna) hanno spesso oscillato nell'attribuzione all'uno o all'altro.
Artista non grande e talvolta monotono, special-mente nella ripetizione degli schemi delle sue Ma-lonne, egli seppe tuttavia infondere nei suoi dipinti un senso di compostezza, espressione della sua serietà e della sua onestà di mestiere. Tra i quadri più noti sono la Madonna fra s. Giuliano e s. Nicola (oggi al Louvre), eseguita ca. il 1503 per la chiesa di Cestello; la Madonna e 4 santi in S. Maria delle Grazie a Pistoia, che gli veniva pagata nel 1510, e, presso a poco dello stesso tempo, il S. Barto-lomeo su un pilastro in Orsanmichele e l'Adorazione dei pastori per S. Chiara (ora agli Uffizi); nel 1523 firmava il S. Michele, nella sagrestia del duomo di Firenze. Il colore smaltato, il particolarismo tutto suo gli val-sero le lodi del Vasari; e lo si ritrova spesso a far parte di commissioni, come di quella del 1491 per l'esame del progetto per la facciata di S. Maria del Fiore, del 1498 per quello della cupola e del 1504 per la collocazione del David di Michelangelo.
BIML: Venturi, VII, 1, pp. 707 seg.; G. Gronau, Credi, in Thieme-Becker, VIII, pp. 73-77; M. Trombetti Brioli, Disegni inediti di L. di C., in L'arte, 1931, pp. 320-32; H. Comstock, L. di C. Madonna acquired by Nelson Gallery, in Connoisseur, 1939, p. 275. Gilberto Ronci