LONGHI, FAMIGLIA. - Due pittori: PIETRO, n. nel 1702 a Venezia, m. ivi l'8 maggio 1785.
Dopo un tentativo assai infelice di pittura monumentale (Palazzo Sagredo, Venezia 1734) si dedicò quasi esclusivamente alla pittura di genere, in scene di vita veneziana rese con arguta e bonaria vivacità, non senza qualche punta satirica, e per le quali ha acquistato fama di pittore aneddotico e superficiale. Serie di opere sue si trovano a Venezia, nella Galleria Querini Stampalia (tra le altre le giovanili Cacce già Donà dalle Rose), nel Museo di Palazzo Rezzonico, all'Accademia e nella collezione di S. Tomà, a Padova nel Museo civico, a Milano (Brera) e in molte altre collezioni. Pietro lasciò anche alcuni ottimi ritratti e bellissimi disegni al Museo Correr di Venezia.

di S. Tomà, a Padova nel Museo civico, a Milano (Brera) e in molte altre collezioni. Pietro lasciò anche alcuni ottimi ritratti e bellissimi disegni al Museo Correr di Venezia.
ALESSANDRO, n. nel 1733 a Venezia, m. ivi nel 1813. Dal padre Pietro fu messo nella bottega di G. Nogari, ritrattista, e in questo genere si specializzò acquistando larga fama.
Fra le prime opere, nelle quali è molto sensibile l'influsso del gusto paterno, sono il grande ritratto della famiglia Pisani (Venezia, collezione Bentivoglio d'Arania) e quello del Balotin del doxe del Museo di Belluno. Seguono numerosissimi altri ritratti, sparsi in collezioni pubbliche e private: dell'architetto Temanza e del Padre Lodoli nelle Gallerie di Venezia (dove è anche il saggio eseguito per l'Accademia veneziana: La pittura e l'armi), del Goldoni al Museo Correr, di un Ammiraglio al Museo civico di Padova, ecc. In tutti è un senso di fresca vitalità, una pungente arguzia e una vivacità di colore che neppure la moda neoclassica riuscirà a raffreddare. Alessandro fu anche incisore.