LOGGIA. - Galleria aperta nei piani superiori degli edifici, quasi sempre con archi, raramente con architrave. Nell'architettura delle chiese appare come uno sviluppo del motivo preromanico della serie di nicchie o degli archi pensili, dovuto alla necessità costruttiva di alleggerire la muratura, e insieme all'intento estetico di dar movimento alle superfici.
Se ne trovano i primi esempi nel sec. XI, nel tiburio della cappella di S. Aquilino presso S. Lorenzo a Milano e nell'abside di S. Sofia di Padova, dove sono usati archi su piedritti; poi, alleggerite per l'uso di colonnine, è frequentissima nell'architettura lombarda del sec. XII, nelle absidi (S. Giacomo e S. Fedele a Como; S. Maria Maggiore a Bergamo) e nelle facciate, dove segue gli spionetti del tetto (S. Michele in Ciel d'oro di Pavia) o segna una cesura orizzontale (duomo di Cremona). Le maestranze lombarde ne diffondono l'uso nell'Italia settentrionale (abside del duomo di Murano) e centrale, dove nelle cattedrali di Modena, Piacenza e Ferrara le sono un motivo dominante che recinge tutto l'edificio; divengono tipiche dell'architettura pisana, che le usa frequentemente in più ordini nelle facciate (duomo e S. Paolo a Ripa d'Arno a Pisa; S. Michele in Foro a Lucca; S. Paolo a Pistoia, ecc.). Vengono adottate anche altri'Alpe, particolarmente in Renania (S. Castoro a Cobenza; cattedrali di Spira, di Magonza e di Bonn). Nel corso del Duecento sono usate anche nei campanili, per il solo coronamento (duomo di Cremona), o in più ordini (torre di Pisa; duomo di Pistoia); ma sempre più raro se ne fa l'uso con l'affermarsi delle forme gotiche, e se ne possono citare pochi esempi nelle facciate (Santo di Padova), nelle absidi (duomo di Trento), nei tiburi (abbazia di Chiaravalle); per i tiburi tornano però ad essere largamente usate nel tardo Quattrocento lombardo (certosa di Pavia; duomo di Bergamo; S. Maria delle Grazie a Cremona) anche dallo stesso Bramante (S. Maria delle Grazie a Milano).
Non motivate da ragioni ornamentali o statiche, ma dovute a necessità religiose sono le 1. della benedizione che sovrastano l'ingresso delle principali basiliche romane, e sono vasto abbastanza da accogliere il Pontefice con il suo seguito. Al ricordo del primo giubileo è legata la 1. che era presso la basilica di S. Giovanni in Laterano, voluta in quell'occasione da Bonifacio VIII; questa, e quella che probabilmente già esisteva in S. Pietro, furono rifatte con la ricostruzione delle due basiliche. Il solenne motivo architettonico venne ripetuto anche in chiese annesse ai maggiori palazzi cardinalizi, non solo nel Rinascimento (SS. Apostoli, S. Marco), ma fin nel Seicento (S. Maria in Via Lata). Grandioso esempio settecentesco è quello di S. Maria Maggiore (1748), in cui l'ariosità della 1. viene accentuata dalle greve masse dei palazzi laterali; recentissima quella di S. Maria degli Angeli di Assisi.
A necessità pratiche di disimpegno degli ambienti rispondono le 1. dei chiostri (v.), analogamente a quelle usate nell'architettura civile per i cortili, di cui è superfluo citare gli innumerevoli esempi di tutti i tempi. Nelle facciate dei palazzi le 1. appaiono già nel Duecento, come a Roma nell'antico palazzo senatorio e specialmente a Venezia, dove divengono motivo dominante: espressioni tipiche il Palazzo ducale, la Libreria del Sansovino e la 1. del barocco Palazzo Rezzonico. Tanto nei cortili che nelle facciate le 1. furono arricchite da decora-
LOGGIA. - L. dell'abside del duomo di Piacenza (metà del sec. XII).
Su una superfice di 6040 kmq. conta 1.100.000 ab., di cui un milione cattolici; 138 parrocchie servite da 238 sacerdoti diocesani e 76 regolari, 17 comunità religiose maschili e 62 femminili; 1 istituto di educazione maschile e 3 femminili, 20 opere di carità e beneficenza (Ann. Pontificio, 1951, p. 252). Sacerdoti diocesani periti durante l'occupazione tedesca: 128 in prigione o in campi di concentramento. L. nel sec. XIV apparteneva ai vescovi di Wloclawek (Wladislavia), nel sec. XV fu elevata a rango di città. Dal sec. XIX fu uno dei principali centri dell'industria tessile, per cui fu detta la «Manchester polacca». A Pabianice vi sono una chiesa gotica di S. Matteo, del 1588, ed un castello del sec. XV in stile del Rinascimento italiano. A Piotrków vi sono: chiesa gotica di Nostra Signora del sec. XIV; chiesa e chiostro dei Domicanici del sec. XIV; chiesa ex-bernardina del sec. XVII; chiesa di S. Francesco Saverio del sec. XVIII; castello del sec. XIV; palazzo comunale del 1580. Dal sec. XV al XVI Protoków fu sede di diversi sinodi e nel 1577 vi furono promulgate le leggi del Concilio Tridentino. Dal sec. XV a Piotrków si radunavano i Sejm (Parlamento) e dal 1578 fu sede del tribunale reale.