LORENZO il CORAZZATO, beato. — Monaco ed eremita, n. a Fanello presso Foggia, m. a Subiaco il 16 ag. 1243.
Per un omicidio, involontario, andò in pellegrinaggio di penitenza a S. Giacomo di Compostella; tornato nel 1209, si rese monaco a Subiaco il 6 dic., e si diede a vita eremitica in una grotta presso la caverna di s. Benedetto, dove visse per 33 anni, cibandosi di erbe e di qualche tozzo di pane somministratogli dai pastori. Straordinaria furono le sue macerazioni: portava intorno al corpo catenate e anelli di ferro e al di sopra una specie di «corazza»; in capo aveva un elmo interamente munito di punte di ferro. Imparò a leggere e scrivere e compose un Liber orationum. Per insistenza del card. Ugolino (poi Gregorio IX) mitigò le asprezze della sua penitenza. Per comando della B. Vergine costruì una chiesa più ampia sulle rovine di un'altra edificata da s. Benedetto (1226) ed una casa dove poi visse con i suoi discepoli. Ebbe il dono della profezia e dei miracoli. Già da Martino V si trova chiamato «santo» in un privilegio concesso ai monaci di Subiaco nel 1426. Festa il 17 dic. nell'Ordine benedettino.
Ambrogio Mancone

S. Maria degli Angeli; nel 1402 risulta essersi recato anche a Roma.
Di educazione dichiaratamente senese, a Firenze si accostò agli Orcagna, ma risentì maggiormente, verso la fine, delle correnti del gotico internazionale. Le minia-ture con mezzo figure di santi recentemente attribuitegli (A. M. Ciaranfi, L. M. miniatore, in L'arte, 1935, pp. 265-317) mostrano già quella fusione di elementi senesi e fiorentini che sono una caratteristica dell'arte sua. Si ri-cordano tra le opere più note: La Vergine con santi della Pinacoteca di Siena; la Madonna in trono con santi e angeli del Museo di Berlino (ca. il 1402-1403); La Pietà dell'Accademia di Firenze (1404); La Madonna con 4 santi nel duomo di Empoli (datata 1404); la Vergine dell'Umlità nella collezione Berenson (datata 1405), che rivelano una ricerca di consistenza plastica che si attenua con gli anni, a mano a mano che il pittore indulgue a un più spinto goticismo. Tra le pitture di questo secondo periodo si indicano L'agonia nell'orto del Louvre (1408), le miniature del corale 3 della Laurenziana, la pala per Monte Uliveto, ora agli Uffizi (1406-10), l'Incoronazione degli Uffizi (1413) e la pala d'altare e affreschi con Storie di Maria nella cappella Bartolini in S. Trinita (ca. il 1420-22).
Pittore tra i più importanti nel momento di passaggio dal Trecento al Quattrocento, influenzò molti degli ar-tisti fiorentini del tempo suo. - Vedi tav. CVII.
BIML: W. Suida, s. V. in Thieme-Becker, XXIII (1920), pp. 391-393; G. Pudelko, The stylistic development of L. M., in The Burlington magazine, 1938, pp. 237-49; ibid., 1939, pp. 76-81; E. S. Vavala, Reconstruction of a predella, in Art in Ame-rica, 1939, pp. 104-111; M. Davies, L. M. 'Coronation of the Virgin', in La critica d'arte, 1949, pp. 202-10; W. M. Milliken, Miniatures by L. M. and Francesco del Cherico, in The bulletin of the Cleveland Museum of art, 1950, pp. 43-46. Gilberto Ronci