BUFFIER, Claude. - Gesuita, n. a Varsavia da genitori francesi il 25 maggio 166r, m. a Parigi il 17 maggio 1737. Passato fin dai primi anni in Normandia, frequentò il collegio dei Gesuiti a Rouen; entrò nel loro Ordine il 9 sett. 1679 e passò tutta la sua vita nell'insegnamento delle lettere nel collegio di Luigi il Grande a Parigi e della teologia a Rouen, tranne un breve esilio, dovuto ad un conflitto con l'arcivescovo di questa città.
Valente e limpido scrittore, oltre ad un'assidua cooperazione ventennale (1701-21) ai Mémoires de Trévoux, lasciò circa cinquanta opere di argomento ascetico, storico, filosofico, letterario e artistico. Quella che lo rese più celebre fu il Traité des premières vérités et de la sources des jugements (Parigi 1724), compendiato in Eléments de métaphysique à la portée de tout le monde (ivi 1725). Chiara ed innegabile è la dipendenza del B. dalle teorie gnoseologiche del Descartes e del Locke; ma chiara altrettanto, e più, è la confutazione che fa delle loro dottrine con un senso critico acuto e arguto (G. E. Brehier, Histoire de la philosophie, II, 4ª ed., Parigi 1947, pp. 331-34). Grande influsso esercitò sulle teorie filosofiche di T. Reid, G. Beattie e di tutta la scuola filosofica scozzese, fino a rasentare il plagio. Degno di nota è pure il suo Cours de sciences sur des principes nouveaux et simples pour former le langage, l'esprit et le coeur dans l'usage ordinaire de la vie (ivi 1732), dove è inserita una grammatica francese, già stampata a Parigi fin dal 1709, alla quale largamente e con frutto attinuero grammatici posteriori.