BUDÉ, GUILLAUME

BUDÉ, Guillaume. - Umanista francese, n. a Parigi il 26 genn. 1468, m. ivi il 23 ag. 1540. Avviato agli studi giuridici a Parigi e ad Orléans, con scarso profitto, i contatti col greco Hermonymos e col Lascaris gli dischiusero una più ampia sfera di interessi culturali, e si dedicò con amore alla classicità, soprattutto greca. Ebbe vari incarichi dalla corte (segretario di Luigi XII, ambasciatore e Roma per l'incoronazione del papa Giulio II e presso il pontefice Leone X, compagno di viaggi di Francesco I, ecc.) e fu in relazione con gli studiosi più illustri del tempo (oltre il Lascaris, T. Moro, Erasmo da Rotterdam, P. Bembo, N. Berauld, G. Sadoleto, il Rabelais, etc...). Nel 1530 ottenne da Francesco I la fondazione del «Collegium trilingue" (ebraico, greco e latino), divenuto poi il Collège de France; fondò pure la Biblioteca di Fontainebleau, che, trasportata in seguito a Parigi, costituì poi il primo nucleo della Biblioteca nazionale. Al suo nome si intitola oggi l'Association G. B., sotto i cui auspici viene pubblicata, tra l'altro, una delle più ricche e pregevoli raccolte di testi greci e latini, nota, dal nome della casa editrice, come «collana Les Belles Lettres».

Pubblicò tra il 1502 e il 1505 la traduzione latina di parecchi trattati di Plutarco, autore che gli umanisti predilessero. Al 1508 risalgono le sue Adnotationes in XXIV libros Pandectarum, uscite a Parigi in un grosso volume in-fol., che, introducendo per la prima volta considerazioni storiche e filologiche nello studio del diritto romano, aprono nuove vie a questo genere di indagini e precarrono in certo modo il Cuiacio. Sei anni dopo il B. inaugurò gli studi di metrologia, con i fondamentali Libri V de Asse et partibus eius (in-fol., Parigi 1514; editi nuovamente, in veste assai migliorata, a Venezia nel 1522; traduzione italiana del Gualandi, Firenze 1562; un riassunto, curato dal B. stesso su richiesta di Francesco I, fu edito a Parigi nel 1522 col titolo Summaire ou Epitome du livre de Asse). Dopo un trattato filosofico-morale, in cui l'autore rivela uno spirito religioso basato sul sentimento, più che sulla speculazione teologica (De contemptu rerum fortuitarum libri tres, Parigi 1521-26), il B. si rivela ancora umanista ed ellenista tra i migliori con il De studio litterarum recte et commode instituendo (ivi 1527), con i Commentarii linguae grecae (in-fol., ivi 1529; 2* ed. migliorata, uscita postuma, ivi 1548 ), ricchissima raccolta di lessicografia, a cui hanno largamente attinto tutti gli autori di lessici greci venuti dopo di lui; con il De philologia (ivi 1530), interessante trattato in forma di dialogo (un capitolo fu tradotto in francese da L. Le Roy, per incarico di Carlo IX, nel 1572, e pubblicato a Parigi nel 1861, col titolo Traité de la sciurrie). La passione del filologo e l'ardore del cristiano gli dettarono le pagine del De transitu Hellenismi ad Christianismum libri tres (Parigi 1534), dove il B. espone il principio che la cultura pagana non esclude né soffoca la fede, cui anzi l'uomo giunge elevandosi da quella. Di lui ci rimane pure una raccolta di Epistolae (ivi 1520-31), che comprende però solo una piccola parte ( 160 lettere) del suo copioso carteggio e uno scritto postumo, De l'institution du prince (in-fol., ivi 1547), che è un raffazzonamento del suo Recueil d'apophisgmes, offerto a Francesco I, manoscritto nella biblioteca dell'Arsenale di Parigi (ms. 5103). L'Opera omnia è stata pubblicata in 4 grossi volumi in-fol. a Basilea nel 1557 .

L'atteggiamento conciliante dimostrato verso la Riforma, la circostanza ch'egli rifiutò nel testamento qualsiasi onoranza funebre, il passaggio della vedova, Roberta Le Lyyur, al credo luterano nove anni dopo la sua scomparsa, hanno fatto pensare ad una adesione del B. al protestantesimo negli ultimi anni della sua vita (E. Haag gli dedica una voce nel dizionario dei protestanti francesi, La France protestante, III, Parigi 1852, p. 74 sgg.). Ma, tranne la riprovazione dei costumi corrotti del clero, non si hanno altri elementi per avvalorare questa ipotesi, confutata del resto nella biografia che ne tracciò un suo discendente (E. de

Budé, Vie de G. B., fondateur du Collège de France, Parigi 1884).

BibL.: R. Samuel, s. V. in La grande Encyclopédie, VIII, Parigi s. d., p. 328 (l'articolo è corredato da una rissa bibliografia, fino alla fine del secolo scorso); E. Egger, L'hellénisme en France, ivi 1896; L. Delaruelle, G. B., ivi 1907; id., Etudes sur l'humanisme français: G. B., ivi 1907; id., Ce que Rabelais doit à Erasme et à B., in Revue d'hist, littér, de la France, 11 (1910), pp. 220-62; J. Plattard, G. B. et les origines de l'humanisme français, Parigi 1923; G. Schutires, Katholische Kirche und Kultur in der Barockzeit, Bonn 1936, pp. 161-68; A. Roersch, s. V. in DHG, X. coll. 1040-41. - Per l'epistolario cf. L. Delaruelle, Répertoire analytique et chronologique de la correspondance de G. B., Parigi 1907.

Alessandro Pratesi
BUDÉJOVICE (Budweis), DIOCESI di. - Città della Cecoslovacchia, la più importante della Boemia meridionale, fondata nella seconda metà del sec. xir per volere del re di Boemia Přemysl Ottocaro II. Durante le lotte religiose originate dalla predicazione e dall'azione di Giovanni Hus, B. rimase interamente cattolica, e tra le sue mura trovarono sicuro asilo moltissimi sacerdoti e religiosi cattolici perseguitati. Allorquando il re Giorgio di Podiebrady prese con le armi la difesa del movimento che tendeva a staccare la Boemia dalla Chiesa di Roma, B. strinse alleanza con la nobiltà boema, contro il re luasita. Il 27 nov. 1785 è stata eretta in diocesi, suffraganea dell'arcivescovato di Praga.

Comprende entro la sua giurisdizione, su 830.000 ab., 730.000 fedeli, ripartiti in 430 parrocchie, con 430 sacerdoti diocesani e 38 regolari (1948). Tra i suoi monumenti sono degni di menzione la Cattedrale cattolica, con una caratteristica torre in pietra nera; la chiesa di S. Marco, costruita nel sec. xiri, l'abbazia cistercense di Vylši Brod (Hohenfurt) fondata nel 1259, ed il convento dei Domenicani.

BibL.: J. Branis, Soupis pamétek historických a uméleckých Praga 1900; K. Kopi, Urkundenbuch der Stadt Budweis in Böhmen, Praga 1901; J. Ostrowski, s. V. in DHG, X, coll. 1041-1908. Mariano Baffi

BUDGE, sir ERnest Alfred Wallis. - Orientalista inglese, n. a Bodmin (Cornwall) il 27 luglio 1857; m. il 23 nov. 1934. Dal 1893 al 1924 fu conservatore del reparto delle antichità egiziane ed assire nel British Museum. Diresse importanti scavi a Assuan, Gebel Barkal, Ninive e in Mesopotamia.

Pubblicò molte opere di egittologia, tra cui History of Egypt ( 8 voll., Londra 1902); Book of the Dead (3 voll., ivi 1898 ; ivi 1903); The Gods of the Egyptians ( 2 voll., ivi 1904); Egyptian Heaven and Hell, Osiris and the Hell (ivi 1905); Osiris, and the egyptian Resurrection (2 voll., ivi 1911); The Mummy (Edimburgo 1925); From fetish to God in ancient Egypt (Oxford 1934).

Importanti sono le sue edizioni di testi (copti, siriaci, etiopici) dell'Oriente cristiano : Salomon of Boera, The book of the Bee (Oxford 1886); Thomas of Marga, The book of governors, the Historia monastica (2 voll., Londra 1893); Philoxenus of Mabbligh, Discourses (2 voll., ivi 1894); Theodosius of Ales., Severus of Antioch and Eustatius of Trahe. S. Michael theArchangel (ivi 1894); Barhebraeus, Thelaughable Stories (ivi 1897); Contendings of the Apostles (2 voll., ivi 18991911); The earliest knowan Coptic Psalter (ivi 1898); The History of the Blessed Virgin Mary and the History of the Likeness of Christ (2 voll., ivi 1899); The Miracles of the Blessed Virgin Mary etc. (ivi 1900); The Book of Paradise, being the histories and sayings of the monks and ascetics in the egyptian Desert (2 voll., ivi 1904); Coptic Biblical Texts in the dialect of Upper Egypt (ivi 1912); The Coptic Apocrypha (ivi 1913); Coptic Martyridom (ivi 1914); Coptic Miscellaneous Texts (ivi 1915); Coptic Homilies (ivi 1916); Mashafa Senkesar, The Book of the Saints of the Ethiopian Church (4 voll., ivi 1928); A History of Ethiopia, Nubia and Abyssinia (2 voll., ivi 1928); Monks of Kublai Khan, Emperor of China (ivi 1928); The Alexander Book in Etiopia (ivi 1933); George of Ladda (ivi 1930); Chronography of Gregory Abul' Parag (2 voll., ivi 1932); Barhebraeus, Chronicle of Dynasties (2

BUDKEWICZ, KONSTANTIN. - Sacerdote, n. nel 1867 in Livonia, m. il 30 marzo 1923 a Pietroburgo. Studiò al seminario metropolitano di Mohilev ed al'Accademia Ecclesiastica di Pietroburgo. Insegnò poi a Vitebsk e fu parroco, decano e vicario generale presso la chiesa di S. Caterina a Pietroburgo. Accusato dai bolscevichi, Cieplak (v.) ed adaltri quattordici sacerdoti, di non aver fatto registrare e di non aver consegnato il tesoro della chiesa, fu condannato a morte e fucilato il Venerdì Santo del 1923.

BIBL.: J. Schweigel, s. V. in LTHK, II, col. 620
Silvio Furlani

BUDNAEUS (BUDNY), SIMONE. - Eretico polacco, n. nella prima metà del sec. XVI nel ducato di Mazzovia (secondo Krasinki nel granducato di Liutania), m. dopo il 1584. Da principio aderì alle dottrine calviniste e godette di una cappellania presso il principe Nicola Radziwill a Kleck. Avendo professato la dottrina antitrinitaria più esagerata, che cioè Gesù Cristo era nato come tutti gli altri uomini, che non era Dio né assunto alla Divinità, come insegnava i sociniani, e che quindi non gli era dovuto alcun culto, fu condannato nel sinodo calvinista di Lucalice (1582) e più tardi, nel 1584, fu scomunicato pubblicamente. Alcuni credettero che si fosse fatto giudeo, ma non pare certo, perché si narra di lui che chiedesse la riammissione tra i riformati. Il Bock però crede che egli abbia fatto questo perché non trovò altra maniera di godere di nuovo della prebenda che gli era stata tolta dalla scomunica. Il B. tradusse in polacco la Bibbia (Zaslav 1572), scrisse in lingua lituana un opuscolo sulla giustificazione del peccatore (Nieswiez 1562) e una breve dissertazione sull'argomento: che Cristo non è Dio (1574).

BIBL.: R. Wallace, Antitrinitarian Biography, II, Londra 1850, pp. 240-44; Anon., The Denominational Reason Why, 1909.

BUEA, VICARIATO APOSTOLICO di. - Già prefettura (dal 1923) e dal 1939 vicariato apostolico, questa missione comprende tutto e solo il Camerun sotto mandato britannico. Vi lavorano i padri della Società di S. Giuseppe di Mill Hill. Nel 1936 le prime clausole inglesi aprirono un chiostro nella missione.
Attualmente vi sono 55 padri e 16 suore (terziarie francescane di Bressanone) e suore missionarie di S. Giuseppe. La superficie della missione è di 81.600 kmq. con una popolazione di 415.000 ab., nella grande maggioranza pagani. L'ultimo resoconto del 1947, registra 44.392 cattolici e 7076 catecumeni (i protestanti sono 30-35.000). Nelle 103 scuole elementari si educano 7097 ragazzi e 1103 ragazze, nell'unica scuola media vi sono 130 alunni. Le stazioni primarie sono 18 e le secondarie 295. Vi sono due ospedali con 50 letti, due orfanotrofi con 44 bambini e vari dispensari.
BIBL.: GM. p. 241; MC, pp. 56-57; Archivio di Prop. Fide, Prospectus status missionis, posiz. n. prot. 4326/47.
Giovanni B. Tragella

BUENOS AIRES, ARCIDIOCESI di. - Capitale dell'Argentina, B. A. fu fondata nel 1536 da Pietro de Mendoza e riedificata nel 1580 da Giovanni di Garay dopo la sua completa distruzione causata dagli Indiani. Il suo sviluppo religioso fu lento, così che soltanto nel 1620 (e non nel 1582, come hanno creduto alcuni scrittori) ebbe la dignità vescovile in virtù di una bolla del papa Paolo V, che dismembrava il suo territorio dalla sede paraguayana La Asunción, conservandole il titolo della S.ma Trinità, che aveva la stessa città. Non fu dunque B. A. il primo vescovato della moderna Argentina, perché esisteva già dal 1570 la diocesi di Tucumán, il cui vescovo risiedeva prima a Santiago del Estero e dal 1699 a Cordova. Le due sedi dipendevano dalla metropolitana La Plata o Las Charcas, chiamata poi Sucre, nell'attuale Bolivia.
Il primo vescovo di B. A. fu il carmelitano Pietro Carranza, che governò la diocesi fino al 1655, al quale succederà eminenti prelati, non però ininterrottamente, giacché parecchie lacune vediamo nella serie dei vescovi di quella sede, principalmente durante la Rivoluzione Francese e la crisi separatista delle province di La Plata nella prima metà del secolo scorso. Nel diploma pontificio di erezione del 6 apr. 1620 si legge «La città della S.ma Trinità del Puerto de Buenos Aires nelle Indie Occidentali è situata nella provincia del Rio de La Plata e ha la chiesa cattedrale sotto l'invocazione di s. Martino; tuttavia non possiede la dignità, canonicità, prebende e altri benefici necessari per una cattedrale, ma saranno questi istituiti dall'attuale vescovo previa dotazione del re cattolico». Crescendo l'importanza della città di B. A. per lo sviluppo commerciale del porto ed essendo dal 1776 al 1810 capitale del vicereame de La Plata, la diocesi assunse per importanza al primo posto fra tutte quelle bagnate dai fumi Uruguay, Parana e Salado. Emancipate le province di La Plata dalla Spagna, con la quale ebbero dura guerra dal 1810, sostenuta principalmente dal governo di B. A., si pensò di elevare quella sede a metropoli, ma si dovette aspettare fino al 1865, a causa dell'opposizione della Spagna al riconoscimento della nuova situazione di quelle diocesi, e poi delle discorde civili e militari che impedivano l'assestamento interno della nazione. Per questi motivi le sedi vescovili della nazione rimasero per molti anni prive di vescovi. Da quell'anno (1865) fino al nostro tempo B. A. fu l'unico arcivescovo argentino ed ebbe come sedi suffragane l'antica sede di Cordova del Tucumán e la nuova di Salta, eretta nel 1866, alle quali si aggiunsero quelle di S. Giovanni del Cuyo nel 1834 e di Parana nel 1854, e alla fine del secolo, cioè nel 1897, le altre tre di La Plata, Santiago del Estero e la nuova del Tucumán, dismembrata da Salta. Crescendo poi enormemente la popolazione argentina a causa dell'immigrazione europea, Pio X nel 1910 diede a B. A. due altre suffragane, Catamarca e Corrientes. Tuttavia il territorio metropolitano di B.A. rimaneva ancora enormemente esteso, abbracciando oltre il distretto della capitale federale, l'Isola di Martin García, e le province di Río Negro, Chubut, Santa Cruz e Tierra del Fuego. Finalmente nel 1934, con l'erezione di altre dieci diocesi e la elevazione di sei già esistenti a metropoli, la metropoli di B. A. perdette tutte le suffragane antiche ricevendone soltanto tre delle nuove, cioè Mercedes e Azul S. Nicolás. Nel suo territorio ancora vasto vi è una splendida vita religiosa, come dimostrò il grande Congresso Eucaristico Internaz. del 1934 e come si vede nelle numerose istituzioni di cultura e carità. Conta al presente (1948) 115 parrocchie, con 340 sacerdoti diocesani e 548 regolari. Gli abitanti sono 3.050.000, dei quali 3.000.000 cattolici. - Vedi Tav. XIII.
BIBL.: F. J. Hernández, Colección de bulas, breves y otros documentos relativos a la iglesia de América y Filipinas, Bruxelles 1879; Guía eclesiástica del Arzobispado de B. A., Buenos Aires 1907; A. Piaggio, Influencia del clero en la independencia argentina, Barcellona 1912.
Giuseppe M. Pou y Marti

BUET, CHARLES. - Giornalista e letterato francese, n. a Chambéry l'11 ott. 1846 e m. a Parigi il 23 nov. 1897. Fervente e battagliero cattolico, scrisse e lottò sempre per le sue convinzioni religiose e per la difesa della Chiesa.
È autore fecondo di romanzi d'ambiente e storici, alcuni dei quali ispirati alle guerre di religione, di novelle, di opere storiche, di cui non poche sono vivace difesa e apologia della Chiesa (La Papesse Jeanne, La Dime, L'amiral de Coligny et les guerres de religion au XVI° siècle ecc.). A questa intensa produzione vanno aggiunti il pregevole dramma Le Prêtre (1881), di cui si fece una edizione speciale per collegi e circoli cattolici, opuscoli politici di orientamento monarchico, studi letterari e molti articoli in

neggianti al cattolicesimo, talvolta pubblicati con pseudonimi nell'Echo de l'Ardèche che combattivamente dirigeva.

BUFFALMACCO, Buonamico: V. Cristofano.

BUFFALO, diocesi di. - Nello Stato di Nuova York, di cui è diocesi suffraganea. Separata il 23 apr. 1847 da questa diocesi, dalla quale ebbe circa un terzo del territorio, B. divenne suffraganea di Nuova York nel 1850. Fu amembrata una prima volta nel 1868 per formare la diocesi di Rochester, e di nuovo nel 1896 per cedere alla medesima altre quattro contee; presentemente ha per territorio le contee di Erie, Niagara, Genesee, Orleans, Chautauqua, Wyoming, Cattaraugus e Allegany con una superfice di ca. 19.037 kmq . Il cattolicesimo fu introdotto presso gli Indiani della regione nel sec. xvir per opera dei Gesuiti e dei Francescani del Canadà, ma la colonizzazione per mezzo dei bianchi cattolici non cominciò che al principio del sec. xix allorché gli immigrati alsaziani costruirono la prima chiesa cattolica a B. nel 183 I .