BUDE, GUILLAUME

studi giuridici a Parigi e ad Orléans, con scarso profitto, i contatti col greco Hermonymos e col Lascaris gli dischiusero una più ampia sfera di interessi culturali, e si dedicò con amore alla classicità, soprattutto greca. Ebbe vari incarichi dalla corte (segretario di Luigi XII, ambasciatore a Roma per l'incoronazione del papa Giulio II e presso il pontefice Leone X, compagno di viaggi di Francesco I, ecc.) e fu in relazione con gli studiosi più illustri del tempo (oltre il Lascaris, T. Moro, Erasmo da Rotterdam, P. Bembo, N. Berauld, G. Sadoleto, il Rabelais, etc...). Nel 1530 ottenne da Francesco I la fondazione del « Collegium trilingue » (ebraico, greco e latino), divenuto poi il Collège de France; fondò pure la Biblioteca di Fontainebleau, che, trasportata in seguito a Parigi, costituì poi il primo nucleo della Biblioteca nazionale. Al suo nome si intitola oggi l'Association G. B., sotto i cui auspici viene pubblicata, tra l'altro, una delle più ricche e pregevoli raccolte di testi greci e latini, nota, dal nome della casa editrice, come « collana Les Belles Lettres ».

Pubblicò tra il 1502 e il 1505 la traduzione latina di parecchi trattati di Plutarco, autore che gli umanisti predilessero. Al 1508 risalgono le sue Adnotationes in XXIV libros Pandectarum, uscite a Parigi in un grosso volume in-fol., che, introducendo per la prima volta considerazioni storiche e filologiche nello studio del diritto romano, aprono nuove vie a questo genere di indagini e precongono in certo modo il Cuiacio. Sei anni dopo il B. inaugurò gli studi di metrologia, con i fondamentali Libri V de Asse et partibus eius (in-fol., Parigi 1514; editi nuovamente, in veste assai migliorata, a Venezia nel 1522; traduzione italiana del Gualandi, Firenze 1562; un riassunto, curato dal B. stesso su richiesta di Francesco I, fu edito a Parigi nel 1522 col titolo Summaire ou Epitome du livre de Asse). Dopo un trattato filosofico-morale, in cui l'autore rivela uno spirito religioso basato sul sentimento, più che sulla speculazione teologica (De contemptu rerum fortuitarum libri tres, Parigi 1521-26), il B. si rivela ancora umanista ed ellenista tra i migliori con il De studio litterarum recte et commode instituendo (ivi 1527); con i Commentarii linguae grecae (in-fol., ivi 1529; 2ª ed. migliorata, uscita postuma, ivi 1548), ricchissima raccolta di lessicografia, a cui hanno largamente attinto tutti gli autori di lessici greci venuti dopo di lui; con il De philologia (ivi 1530), interessante trattato in forma di dialogo (un capitolo fu tradotto in francese da L. Le Roy, per incarico di Carlo IX, nel 1572, e pubblicato a Parigi nel 1861, col titolo Traité de la vénerie). La passione del filologo e l'ardore del cristiano gli dettarono le pagine del De transitu Hellenismi ad Christianismum libri tres (Parigi 1534), dove il B. espone il principio che la cultura pagana non esclude né soffoca la fede, cui anzi l'uomo giunge elevandosi da quella. Di lui ci rimane pure una raccolta di Epistolae (ivi 1520-31), che comprende però solo una piccola parte (160 lettere) del suo copioso carteggio e uno scritto postumo, De l'institution du prince (in-fol., ivi 1547), che è un raffazzonamento del suo Recueil d'apophthegnes, offerto a Francesco I, manoscritto nella biblioteca dell'Arsenale di Parigi (ms. 5103). L'Opera omnia è stata pubblicata in 4 grossi volumi in-fol. a Basilea nel 1557.

L'atteggiamento conciliante dimostrato verso la Riforma, la circostanza ch'egli rifiutò nel testamento qualsiasi onoranza funebre, il passaggio della vedova, Roberta Le Lyeur, al credo luterano nove anni dopo la sua scomparsa, hanno fatto pensare ad una adesione del B. al protestantesimo negli ultimi anni della sua vita (E. Haag gli dedica una voce nel dizionario dei protestanti francesi, La France protestante, III, Parigi 1852, p. 74 sgg.). Ma, tranne la riprovazione dei costumi corrotti del clero, non si hanno altri elementi per avvalorare questa ipotesi, confutata del resto nella biografia che ne tracciò un suo discendente (E. de

Budé, Vie de G. B., fondateur du Collège de France, Parigi 1884).

BIBL.: R. Samuel, s. V. in La grande Encyclopédie, VIII, Parigi s. d., p. 328 (l'articolo è corredato da una ricca bibliografia, fino alla fine del secolo scorso); E. Egger, L'hellénisme en France, ivi 1896; L. Delaruelle, G. B., ivi 1907; id., Etudes sur l'humanisme français: G. B., ivi 1907; id., Ce que Rabelais doit à Erasme et à B., in Revue d'hist. littér. de la France, 11 (1910), pp. 220-62; J. Plattard, G. B. et les origines de l'humanisme français, Parigi 1923; G. Schmierer, Katholische Kirche und Kultur in der Barockzeit, Bonn 1936, pp. 161-68; A. Roersch, s. V. in DHG, X, coll. 1040-41. - Per l'epistolario cf. L. Delaruelle, Répertoire analytique et chronologique de la correspondance de G. B., Parigi 1907. Alessandro Pratesi
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“BUDE, GUILLAUME.” Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), p. 130. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/bude-guillaume-2.