LACROIX, CLAUDE. - Gesuita, esimio moralista, n. a Dahlem (Lussemburgo) il 7 apr. 1652, m. a Colonia il 1-2 giugno 1714. Insegnò tre anni filosofia a Colonia; poi teologia morale a Münster, donde passò al medesimo insegnamento a Colonia.
Il suo nome è legato alla sua splendida Theologia moralis (8 voll., Colonia 1797-14) nella quale segue la celebre Medulla del p. H. Busembaum, ma ampliandola e commentandola assai, con ordine squisito, ampia informazione, dottrina sicura, pratica esperienza e chiarezza di soluzioni. Per queste doti l'opera conobbe molte edizioni (25 in meno di 50 anni) e divenne il testo più ricercato.
L'edizione di Lione del 1729, a cura del p. F. Montauzon, che vi fece parecchie aggiunte, ristampata nel 1757, diede ansia ai giansenisti di denunciare varie pro-
posizioni dell'autore sul regicidio e l'omicidio, sfruttate come incitamento al delitto; così che l'opera fu bruciata in pubblico, e bruciato pure nel 1758 lo scritto del p. A. Zaccaria: Apologie de la théologie morale des pp. Busembaum et Lacroix Jésuites (s. l. 1758). Quest'apologia però è inconfutabile, e l'opera del L. continua ad avere il suo valore. Le migliori edizioni più complete, e anche, quanto ai decreti della S. Sede, aggiornate, sono: quella di A. Zaccaria (6 voll., Ravenna 1761) e quella di P. Dion (4 voll., Parigi 1874-75).