LEHMKUHL, AUGUST. - Gesuita, moralista, n. ad Hagen (Vestfalia) il 23 sett. 1834, m. a Valkenburg (Olanda) il 23 giugno 1918. Professore di S. Scrittura e di dogmatica e poi di teologia morale a Maria Laach e, dopo l'esilio dalla Germania, a Ditton-Hall (Inghilterra), fu, dal 1880, lasciato il-bero per dedicarsi alla sua opera di scrittore.
Oltre alla sua collaborazione a vari periodici di cultura (Stimmen aus Maria Laach, American ecclesiastical review, Der Katholik) e a varie enciclopedie cattoliche, va ricordata, nel campo della morale, la sua Theologia moralis (2 voll., Friburgo in Br. 1883), che contò numerose edizioni e diventò, per così dire, l'opera modello dei corsi di morale, affiancata dai Casus conscientiae (2 voll., ivi 1902), anch'essi assai divulgati. Il merito principale del L. sta nell'aver egli applicato, in modo chiaro e netto, i principi della morale ai nuovi problemi e alle nuove questioni sorte nei tempi moderni; i suoi consigli e pareri erano ricercati e ascoltati da ogni parte del mondo. Si può aggiungere: Probabilismus vindicatus (ivi 1906), a dichiarazione del sistema da lui seguito e difeso. Nel campo della sociologia pubblico vari scritti, tutti intesi non a soffocare le conquiste moderne, ma ad incanalare sulla retta via dei principi morali: Arbeitsvertrag und Streik (ivi 1891); Die soziale Not und der kirchliche Einfluss (ivi 1892); Die soziale Frage und die Staatsgewalt (ivi 1892); Die internationale Regelung der sozialen Frage (ivi 1893). Nel campo ascetico l'opera principale resta: Der Christ im betrachtenden Gebet (4 voll., ivi 1916), alla quale fanno degna corona: Der Herz-Jesu-Monat (ivi 1861); Der christliche Arbeiter (ivi 1895); Das Herz des göttlichen Menschenfreundes (ivi 1900). Curò anche nuove edizioni e versioni di opere anteriori; si possono citare: J. Schneider, Manuale sacerdotum (Ratisbona 1885); L. da Ponte, Meditations (6 voll., Friburgo in Br. 1889-90); J. Reuter, Neoconfessarius (ivi 1905); curò la Bibliotheca ascetica mystica, ed. dall'Héder a Friburgo.