LEHODEY, VITAL

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LEHODEY, VITAL. - Teologo ascetico-mistico trappista, al secolo Alcime, n. a Hamlye (Francia) il 17 dic. 1857, m. a Bricquebec il 6 maggio 1948. Sacerdote il 18 dic. 1880, il 28 luglio 1890 entrò alla Trappa di Bricquebec (Francia) con il nome di Vitale, e ne fu eletto abate l'8 luglio 1895, dimettendosi il 20 luglio 1929, per motivi di salute.

Incaricato della revisione del Directoire Spirituel del suo Ordine (Bricquebec 1905; vers. II. Roma 1920), vi insistette sul primato della carità e della contemplazione, senza minimizzare per altro l'importanza dell'ascesi.

Il suo nome rimane soprattutto legato a due opere: Les voies de l'oraison mentale (Parigi 1908; trad. II. Torino 1922), dove insegna, in uno stile semplice e chiaro, una dottrina attinta alle sorgenti d'una solida teologia e dalla spiritualità dei grandi maestri cistercensi ed altri, sulla orazione in tutti i suoi gradi, mettendo in tal modo questa materia si delicata alla portata di tutti e contribuendo di molto alla riabilitazione della mistica.

Celebre è anche, di lui, Le saint abandon (Parigi 1919; trad. II. Firenze 1945), ove con dottrina profonda insegna la natura, il fondamento, l'oggetto ed i frutti dell'abbandono; è una guida sicura che mostra come tale disposizione d'animo sia tutta basata sulla rinuncia interiore e sul più generoso amore.

BIBL.: Necrologio, in Collectanea Ordinis Cisterc. Reformatorum, 1948, pp. 155-61.