Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Teologia morale Teologi moralisti

LAYMANN, PAUL

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Noto anche come: latino: Laymannus, Paulus Laymann

LAYMANN, PAUL. - Gesuita, moralista, n. ad Arzl presso Innsbruck nel 1574, m. a Costanza il 13 nov. 1635. Insegnò filosofia ad Ingolstadt (1603-1609); teologia morale a Monaco (1609-25), diritto canonico a Dillingen (1625-32), consultato sempre da ogni parte per i casi più difficili e complessi, e le sue risposte considerate decisive. Fu confessore di Ferdinando II.

Delle sue 34 opere, la più importante è la Theologia moralis in quinque partes partita (5 voll., Monaco 1625; con numerose edizioni fino a mezzo il sec. XVIII; le migliori sono quelle che riproducono la 3ª [Monaco 1630], riveduta dall'autore), condotta con metodo nuovo nella maniera di impostare le questioni, di classificarle e discuterle con stile lucido e serrato, senza risparmio di erudizione. Seguirono: Pacis compositio inter Principes et Ordines Imperii Romani (Dillingen 1629), dove, contro le accuse rivolte dai protestanti di durezza e doppezza, prova come la Pace di Augusta, firmata da Ferdinando I nel 1555, è valida sempre e in qualunque caso; Iusta defensio, in causa monasteriorum extinctorum (ivi 1631) dove tratta dall'Editto di restituzione emanato da Ferdinando II nel 1629 e sostiene che i beni dei monasteri soppressi non devono restituirsi all'Ordine, cui i monasteri appartenevano, perché ogni monastero faceva corporazione a parte. Postumo uscì Jus Canonicum (3 voll., ivi 1666-98), ma incompleto. Al L. venne attribuito anche il rigoroso Processus juridicus contra sagas et veneficos (Colonia 1629), tacciando l'autore di difendere le crudeltà usate fino allora nei processi delle streghe. Ma è certo che l'opera non è sua (cf. B. Duhr, P. L. und Processus juridicus contra sagas, in Zeitschr. für kath. Theol., 23 [1899], p. 773 sgg.; 24 [1900], p. 585 sgg.; 25 [1901], p. 166 sgg.) ed è, del resto, in netto contrasto con quanto egli stesso dice, soprattutto nella 3ª ed. della Theologia moralis, dove condanna la rigorosità dei giudici e consiglia verso gli accusati dolcezza e comprensione, tanto che all'influsso della sua sentenza si deve in parte, se quei processi finalmente cessarono.

Bibliografia3 opere
BIBL.: Sommervogel, IV, coll. 1582-94; Hurter, III, coll. 884-886; B. Duhr, Gesch. der Jesuiten in den Ländern deutscher Zunge, II, II, Friburgo in Br. 1913, pp. 386-89 e passim.

Celestino Testore

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), col. 983.

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vol. 7, coll. 983–984

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Testore, Celestino. “Laymann, paul.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, col. 983. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/laymann-paul.

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Testore, Celestino. “Laymann, paul.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, col. 983. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/laymann-paul.

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