ALESSANDRO VII, PAPA. - Fabio Chigi, n. a Siena il 13 febbr. 1599. Fu a Roma dal dic. 1626 all'ott. 1629; viclegato a Ferrara fino al giugno 1634, rivestì anche le funzioni di commissario delle armi e di commissario regolatore dei confini coi Veneti. Richiamato a Roma e destinato inquisitore e delegato apostolico a Malta, fu esaminato per il vescovato di Nicastro e ricevette i tre ordini maggiori. Commutata Nicastro con Nardò, giunse a Malta nell'ott. 1634, fu consacrato vescovo nel luglio 1635. Tornato a Roma, ne ripartì poco dopo per Colonia, dove giunse il 9 ag. 1639, per ricoprirvi la carica di nunzio al Reno. Nel dic. 1643 fu incaricato anche delle mansioni di nunzio straordinario al congresso per la pace. Nel marzo 1644 passò da Colonia a Münster in Vestfalia iniziandovi subito un'intensa opera di mediazione fra i cesarei e gli Spagnoli da un lato e i Francesi dall'altro, sempre appoggiato dall'ambasciatore veneto Alvise Contarini. Difese con tutte le sue forze i diritti del cattolicesimo traditi ogni giorno più, a suo giudizio, dai principi cattolici della Germania e dal re di Spagna. Non volle che il nome del Papa ed il suo proprio figurassero nei trattati di pace, ed elevò solenne protesta scritta contro le lesioni fatte ai diritti della Chiesa cattolica. Nel 1649 lasciò Münster per Aquisgrana, a fine di dar ancora la sua opera di mediatore alle trattative fra la Spagna e la Francia. Richiamato a Roma, per assumere la carica di segretario di Stato, vi giunse il 30 nov. 1651; creato cardinale il 19 febbr. 1652, ricevette il titolo di S. Maria del Popolo e dimise la chiesa di Nardò per quella di Imola. Il 7 genn. 1655 Innocenzo X spirò fra le sue braccia. Entrato in conclave il 17 genn., fu eletto Papa il 7 apr. e coronato il 18. Nel dic. accolse in Roma la regina Cristina di Svezia e le conferì il sacramento della Cresima. Scoppiata in Roma la peste, le sagge misure adottate dal Papa riuscirono a contenere la mortalità entro limiti abbastanza ristretti (maggio 1656-ag. 1657). Ottenuto il ritorno nel territorio veneto dei Gesuiti proscritti, fornì aiuti alla repubblica, a più riprese, per la guerra contro i Turchi. Mazzarino (m. nel 1661), fin dall'inizio del pontificato, e poi Ugo di Lionne, per un increscioso incidente (20 ag. 1662) della guardia pontificia corsa col duca di Créqui, ambasciatore di Francia, resero difficilissime le relazioni tra Luigi XIV e A. Ma la legazione in Francia del nipote card. Flavio Chigi, che avrebbe dovuto segnare l'estrema umiliazione del Papa, dopo la pace di Pisa (12 febbr. 1664), si risolse, invece, in un viaggio trionfale. Grandi fatiche costò al Papa la lotta contro il giansenismo, in Francia e nei Paesi Bassi. Nel 1658 A. canonizzò s. Tommaso da Villanova, nel 1665 s. Francesco di Sales, da lui sempre ammirato e venerato in modo specialissimo. In 5 promozioni, creò 38 cardinali, tra i quali Giulio Rospigliosi, suo successore nel papato col nome di Clemente IX, Sforza Pallavicino e il beato Gregorio Barbarigo. A. morì il 22 maggio 1667. Il suo corpo riposa nella basilica di S. Pietro, nel monumento ideato da G. L. Bernini (1672-78).
Garbato poeta latino (Philomathi Musae iuveniles, Colonia 1645, Anversa 1654, Parigi 1656, Amsterdam 1660), prima e durante il pontificato amò la compagnia ed incoraggiò i lavori di molti studiosi e letterati. A. unì alla biblioteca Vaticana quella dei duchi d'Urbino (1658) e grandi beneme-

(progr. G. Incisa della Rocchetta)
BIBLI: Vitae et res gestae pontificum et s.r.e. cardinalium ecc., A. Ciaconi O.P. et aliorum opera descriptae, ab A. Oldoino S. I. recognitae ecc., IV, Roma 1677, coll. 688-89, 707-26; G. De Novacs, Elementi della storia de' Sommi Pontefici, ecc., X, 3ª ed., Siena 1822, pp. 61-179; S. Pallavicino, Della vita di A. VII libri cinque, 2 voll., Prato 1839-40; L. Schiavi, La mediazione di Roma e Venezia nel congresso di Münster per la pace di Vestphalia tra Francia [sic] ed Allemagna. Esposizione storica svolta sulla corrispondenza del nunzio Fabio Chigi ecc., Bologna 1923;

(fot. Alinari)
Giovanni Incisa della Rocchetta