Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Religioni non cristiane Particolari

BUSHIDÔ

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BUSHIDÔ. - Il nome significa «la via dei cavalieri». La cavalleria fu in onore nel Giappone fin dai tempi primitivi. Già fin dal medioevo sotto le diverse influenze nazionali e religiose un tal codice dell'onore e dei costumi della cavalleria, andò formandosi più per pratica che per effetto di prescrizioni scritte.

Il confucianesimo, il buddhismo e lo shintoismo hanno cooperato più che tutto alla formazione della «via dei cavalieri». Dal confucianesimo lo shinto tolse la fedeltà ai superiori ed ai sovrani, come pure i doveri corrispondenti ai cinque rapporti (gorin), cioè: 1) fra il sovrano ed i sudditi, 2) fra i genitori ed i figli, 3) fra il marito e la moglie, 4) tra i fratelli maggiori e quelli minori, e 5) fra amico ed amico. Al buddhismo il B. deve alcuni insegnamenti ed anzitutto gli esercizi dell'astrazione interna (esercizi di contemplazione, ecc., zen). Ai cavalieri piacque il concetto che la vita e la morte formino un'unità, che la morte sia il compimento della vita, ma non una fine crudele con la quale questa è distrugge. Nella vita pratica tali insegnamenti portarono alla sopportazione stoica delle privazioni e del dolore, come pure al disprezzo eroico della morte. Lo shintoismo diede al B. la concezione religiosa e la venerazione per l'imperatore e per la patria. Anche l'eroismo del cristianesimo, la fedeltà assoluta verso Dio, l'alto rispetto per l'autorità e la necessità che vita ed insegnamento debbano corrispondersi, fecero grande impressione sui cavalieri dei secc. XVI e XVII, e molti lo seguirono, avendo trovato nel cristianesimo la realizzazione dei loro ideali.

Virtù speciali del B. che vennero chieste fino ad oggi ad ogni giapponese il quale abbia il senso del nazionalismo, sono anzitutto la fedeltà assoluta all'imperatore, l'essere sempre presenti a servire il popolo e la patria, il coraggio, il disprezzo della morte, il rispetto e l'obbedienza verso i superiori, la cortesia ed il contegno, la stima e la venerazione per il sacro, la misericordia verso i deboli, il rispetto per il nemico e la sobrietà.

Bibliografia4 opere
BIBL.: B. Balbi, La psiche e la virtù bellica del popolo giapponese (Vamato-Damashii), Napoli 1916; I. Nitobe, B., l'anima del Giappone, trad. ital. di B. Balbi, ivi 1917; N. Hozumi, L'odorazione degli antenati e la Legge giapponese, trad. ital. di S. Nogami, Roma 1941; G. Tucc, Il B., in Biblioteca popolare di cultura politica, Firenze 1942.

Doroteo Schilling

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Di Doroteo Schilling

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 243–244.

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vol. 3, coll. 243–244

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Schilling, Doroteo. “Bushidô.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 243–244. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/bushido.

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Schilling, Doroteo. “Bushidô.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 243–244. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/bushido.

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