BRAHMÃ

BRAHMÃ. - La fede in B., Brahman (v.), dopo essere stata viva in India durante tutta l'età epica (sec. IV a. Cr.-IV d. Cr.), INDUISMO (v.). Due divinità poco importanti nel Rgveda, Visnu e Rudra-Siva, vengono associate con lui nel culto a partire dal sec. V, e nella triade (trimurti) così formata, B. è uguale ai suoi paredi solo nominalmente. Nato dalla speculazione teologica, il dio B. non fu mai popolare, e un solo tempio sembra essergli dedicato in tutta l'India, a Pokkar (Puskara) presso Ajmer, nel Rājputāna. Nelle parti più antiche del Mahābhārata, B. è invece considerato il creatore degli uomini e degli dèi, che gli sono soggetti. In occasione del frullamento dell'ocea-
no (Mahābhārata, I, 18) egli ordina a Visnu di rinvolgere gli dèi spossati, e a Siva d'inghiottire il veleno kālakāta, per preservare dalla distruzione il mondo. Come Causa prima dell'universo, B. è l'Autogeno (svayambhā) e il codice di Manu (v. DHARMA-SĀSTRA) racconta così la sua creazione (I, 5 segg.): «L'Autogeno non osere dal caos primigenio; creò le acque e vi depose un seme che diventò un uovo d'oro, da cui rincaque egli stesso come B. o Hiraṇyagarbha». Sarasvatī, antica dea delle acque fluviali, identificata con Vāc, diventò nell'età epica la consorte di B. Nei testi del buddhismo pāli, B. assume l'oscuro epiteto di Sahāmpati e continua ad avere il predominio sugli altri dèi.

BIBL.: J. Dowson, s. V. in A classical Dictionary of Hindu Mythology and Religion, Londra 1879, pp. 56-59.
Ferdinando Belloni Filippi