BONA DEA

BONA DEA. - Inizialmente epiteto di una dea protettrice dei pascoli e dei boschi, che fu identificata, dopo la conquista di Taranto (271 a. C.), con Damia, divinità greca il cui culto era riservato solo alle donne (Macrobio, Sat., I, 12, 27; Plutarco, Quaest. rom., 20).

La festa di B. D. si celebrava di notte (ammesse solamente le donne) al principio di dic., la sua sacerdotessa

era detta Damiatrix (Festo, s. v.; De har. resp., 8, 37). Le si offriva una scrofa e una libazione di vino che veniva però chiamato latte. Del tempio, supposto sull'Aventino, è ignota la data di fondazione, non posteriore al sec. IV a. C. Nel IV sec. d. C. era ancora in piedi.

B. D. ebbe anche, come Damia, prerogative salutifere; infatti al suo tempio era annessa una farmacia per uso delle donne come attestano varie iscrizioni.

BIBL.: G. Wissowa, s. V. in Pauly-Wissowa, Realencyc., III, col. 686 seg.; id., Religion und Kultus der Römer, 2ª ed., Monaco 1912, p. 216 seg.; R. Peter, s. V. in Roscher, Lexikon, I, col. 789 seg.; B. Vaglieri, s. V. E. De Ruggiero, Div. Epier., I, p. 1012 seg. Alberto Galleti
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“BONA DEA.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 1052. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/bona-dea.