BONAGRAZIA DA BERGAMO

BONAGRAZIA da Bergamo. — Francesco, n. probabilmente a Bergamo (al secolo Buoncorlese), entrò tra i frati Minori, quale fratello laico, poco prima del 1310, m. il 19 giugno 1340.

Dottore in utroque iure, fu molto erudito e ottimo controversista. Agitandosi accennate tra Spirituali e Frati della Comunità la questione della osservanza letterale della Regola di s. Francesco, esclusa ogni dichiarazione pontificia, i Frati della Comunità affidarono a lui, benché ancor quasi novizio nella vita religiosa, l’incarico di difendere i principi contro gli Spirituali, Ubertino da Casale (v.) dinanzi alla Curia di Avignone (1309-12). Stese, perciò, allo scopo vari scritti, tra i quali il più notevole è quello intitolato: Artuculi probationum contra fratrem Ubertinum de Casali, composto verso il finire della controversia, ca. 1319 (ed. Baluze-Mansi, Miscellanea, II, Lucca 1761, pp. 271-79). Avendo Clemente V esentato gli Spirituali dalla giurisdizione dell’Ordine, B. protestò pubblicamente e vivacemente contro tale esenzione. Per tale fatto fu carcerato ed esiliato in un convento (31 luglio 1312). Morto nel 1314 il papa, B. fuggì dal suo esilio e propugnò ancora presso papa Giovanni XXII la causa della Comunità contro gli Spirituali. Intervenne pure nel processo contro Bernard Delicieux (v.).

Quando ebbe inizio la controversia sulla povertà di Cristo e degli Apostoli, il B. pubblico (nel 1322) il suo Tractatus de paupertate Christi et Apostolorum (cf. L. Oliger in Arch. Franc. Hist., 22 [1929], pp. 317-85, 487-511) nel quale sosteneva che «haereticum est asserere quod Christus et Apostoli habuerunt aliquid in speciali vel in communi». Giovanni XXII sdegnato contro B. e le decisioni del capitolo generale francescano di Perugia della Pentecoste del 1322, pubblicò la bolla Ad conditorem canonum con la quale rinunciava alla proprietà da parte della S. Sede dei beni posseduti a nome dell’Ordine francescano.

B. nella sua qualità di procuratore eletto dall’Ordine, protestò in pubblico concistoro contro la decisione papale (14 genn. 1323) con la sua Appellatio Bonagratiae contra bullam «Ad conditorem canonum» in concistorio papae porrecta (ed. Eubel in Bullarium francisc., 5 [1898], pp. 237-46, n.). Per tale protesta fu ancora carcerato, e quando il 12 nov. 1323 il Papa pubblicò la bolla Cum inter nonnullos che dichiarava eretica la dottrina de sostenitori della povertà assoluta di Cristo e suoi Apostoli (Denz-U., 294), B. finse di sottomettersi esteriormente, Michele da Cesena (v.) e Guglielmo Ockam (v.) preparò la sua fuga da Avignone, presso Ludovico il Bavaro, a Pisa (26 maggio 1328). Colpito dalla scomunica papale, passò, sempre sotto la protezione di Ludovico, da Pisa a Monaco di Baviera (1330), dove sempre visse sino alla sua morte, lottando accertate, e con spirito ereticale, contro il Papa e l’Ordine francescano che lo aveva sconfessato.

Parteggiò per l’antipapa Niccolò V, e morì senza essersi riconosciuto con la Chiesa e l’Ordine.

L’elenco delle numerose opere a sfondo polemico e canonico è dato da L. Oliger: Fr. Bonagratia da Bergamo et eius Tractatus de Christi et apostolorum paupertate (in Arch. Franc. Hist., 22 [1929], pp. 304-17). Più notevoli sono le seguenti, oltre quelle già citate: tra le numerose

1829 BONAGRAZIA DA BERGAMO - BONALD LOUIS-GABRIEL-AMBROISE 1830

opere polemiche la Protestatio... contra exemptionem Spiritualibus concessam et denuntiatio doctrinae fr. Petri Ioannis Olivi (marzo 1311, ed. da F. Ehrle in Archiv für Lit. und Kirchengeschichte, 2 [1886], pp. 365-74); il Clypeus, in difesa di Michele da Cesena (ed. da A. Mercati in Arch. Fr. Hist., 20 [1927], pp. 271-74, 289-91); l'Appellatio contra Ioannis XXII errores de visione beatifica, inedita, composta a Monaco il 10 apr. 1332, e il Consilium Bonagratiae de iuramento Ludovico Bavaro non oboediendo, composto ca. il 1338. Tra le opere di diritto canonico vanno ricordati i Casus papales et episcopales cum explanatione praedictorum, conservati nel cod. 645 della bibl. Munic. di Assisi.

Bibl.: F. Ehrle, in Archiv. für Lit. und Kirchengeschichte, 3 (1887), pp. 36-41; G. Mollat, Les papes d'Avignon, Parigi 1912, pp. 58, 211, 217; L. Oliger, Fr. B. de B. et eius Tractatus de Christi et Apostolorum paupertate in Arch. Franc. Hist., 22 (1929), pp. 292-335, 482-511 (ed. del Trattato); E. d'Alençon, s. V. in D'ThC, II, col. 944; J. Heerinck, s. V. in D'Sp, I, coll. 1766-67; L. Wadding, Annales Ord. Min., VI, Quaracchi 1931, pp. 17, 20; 4, 317, n° 7, 321, n° 26, 401, n° 56; VII, pp. 5, n° 1, 2, n° 2.