BONET, NICOLAS. - Teologo minorita, n. probabilmente a Tours negli ultimi decenni del sec. XIII, m. prima del 27 ott. 1343. Studente nell'Università di Parigi, vi consegui i gradi accademici fino al magistero e vi insegnò per vari anni. «Sacrae Theologiae Magistri» è detto in un atto papale del 1342, e «Doctor proficuus, pacificus, imaginativus» lo chiamarono i suoi ammiratori. Non è certo che sia stato diretto discepolo di Scoto, ne seguì tuttavia varie dottrine e lo ebbe sempre tra i suoi maestri preferiti.
Dovette godere di grande prestigio fra i teologi parigini se, come si ritiene, Clemente V (1304-15) lo incaricò di redigere il *Tractatus de conceptione B. M. V.* e Filippo VI di Francia lo designò (1333), insieme ad altri maestri, ad esaminare la dottrina di Giovanni XXII sulla visione beatifica. Già cappellano regio, nel 1338 Benedetto XII lo inviò capo di una delegazione pontificia al Gran Hain dei Tartari. Non sembra che abbia potuto assolvere il suo compito. Il 27 nov. 1342 fu nominato vescovo di Malta, ma il suo episcopato fu assai breve. Lasciò numerosi scritti filosofici e teologici. Ricordiamo i Commentari aristotelici in *Metaphysicam*, in *Philosophiam naturalem*, in *Praedicamenta* (Venezia 1505), la *Theologia naturalis* (ivi 1505) e altri scritti a lui attribuiti, quali le *Formalitates in via Scoti* (ivi 1489), la *Positilla in Genesim* (ivi 1515). Notevole fu l'influenza esercitato dal B. sugli scolastici posteriori. Non sembra che egli sia il padre di quell'opinione singolare, che va sotto il nome di bonestismo, per cui le parole di Cristo «Mulier, ecce filius tuus» avrebbero operato una specie di transustanziazione rendendo s. Giovanni figlio naturale di Maria.