BONAVENTURA DA COCCAGLIO

BONAVENTURA da Coccaglio. — Predicatore cappuccino, al secolo Bianchi Paolo, dell'antica provin-cia di Brescia, n. il 25 luglio 1713, m. il 17 marzo 1778.

Svolse una intensa attività di scrittore e polemista; l'uso dell'anonimo e dello pseudonimo pone in discussione l'attribuzione a lui della traduzione italiana delle opere del noto p. Norberto da Bar-le-Duc o da Lorena (o abate Platel, oppure Parisot Pierre Curel). Curò un'edizione migliorata ed annotata (Instituta moralia, 2 voll., 1a ediz. Milano 1760, 2a ediz. ivi 1765, 3a ediz. ivi 1771-72) del testo di teologia morale del p. Paolo da Lione, seguendo il sistema probabiliorista; nelle controversie sulla Grazia fu agostiniano e compendiò in italiano la storia delle De auxiliis (Brescia 1771) del p. Giacinto Serry, O. P.; ebbe varie edizioni (le ultime a Roma e Venezia 1783) e riduzioni una sua Vita del b. Lorenzo da Brindisi.

BIBL.: V. BONAGRAZIA DA BERGAMO, I conventi ed i Cappuccini bisciani, Milano 1891, pp. 361-68; A. Teetaert, s. V. in DHG, IX, coll. 794-96; Ilario da Milano, Biblioteca dei Frati Min. Cappuccini di Lombardia, Firenze 1937, pp. 78-85; Melchior a Pobladura, Huit, generali Ord. Fratrum Min. Capuc., parte 2, I, Roma 1948, pp. 351, 361, 367-70.