BOLGENI, GIOVANNI VINCENZO

BOLGENI, Giovanni Vincenzo. - Eminente gesuita ed insigne teologo italiano, n. a Macerata il 22 genn. 1733, m. a Roma il 3 maggio 1811. Fattosi religioso (1747), insegnò filosofia e teologia morale a Macerata fino alla soppressione della Compagnia di Gesù (1773). In seguito spiegò una prodigiosa attività letteraria di carattere prevalentemente teologico-pole-mico.

Le varie sue opere contro il giansenismo in difesa della S. Sede, lo fecero da Pio VI chiamare a Roma, dove continuò nella sua instancabile operosità, quale teologo della S. Penitenzieria (1787).

Nell'opera *Della carità o amor di Dio* (Roma 1788), si sforza di provare, contro il domenicano de Rubeis, che, secondo la dottrina della Scrittura e dei Padri, l'oggetto formale della virtù teologale della carità non è l'amore di benevolenza, ma l'amore di concupiscenza, per cui Iddio è amato, non in quanto è il sommo bene in se stesso, ma

solamente in quanto è il sommo bene nostro. Attaccato da diversi teologi e dai suoi stessi confratelli (Regono, Cortes, Muzzarelli, Chantre y Herrera, Gentilini) egli si ostinò a difendere tenacemente il suo punto di vista ma senza successo. Quando, nel 1798, Napoleone si impadronì di Roma, il B. ebbe la debolezza di sostenere la liceità del giuramento civico di odio alla monarchia, imposto dalla Repubblica romana. Richiamato a dovere dalle competenti autorità, continuò a difendere in alcuni opuscoli il suo errore, e solo la condanna del giuramento pronunziata da Pio VI lo indusse a ritrattarsi. Pio VII tuttavia gli tolse l'ufficio di teologo della S. Penitenzieria, che venne affidata al Muzzarelli. Dopo la sua disgrazia il B. continuò a scrivere varie opere, molte delle quali vennero pubblicate dopo la sua morte. Degna di speciale menzione è l'opera postuma Dei limiti delle due potestà ecclesiasticae e civile, edita a Firenze nel 1849 e messa all'Indice il 19 dic. 1850, che, secondo La Civiltà Cattolica, 1a serie, 2 (1850, II), pp. 451-58, non sarebbe del tutto autentica.

BIBL.: Sommervogel, I, coll. 1611-22; G. Cernitore, Biblioteca polemica degli scrittori che dal 1770 al 1793 hanno di uso o impugnati i dogmi della cattolica romana Chiesa, Roma 1793, pp. 19-24; Hurter, V, 613-21; L. Koch, "Leuven-Lexikon", coll. 224-25; J. de Guibert, s. V. in DSP, I, coll. 1759-61; E. Valentini, Un inedito del B. sulla grazia, in Salesianum, 2 (1849), pp. 179-203.