BOLEYN (BOLENA), Anna. - Seconda moglie di Enrico VIII d'Inghilterra, n. nel 1504 (?), m. nel 1536. Figlia di Tommaso B. gentiluomo inglese di modesta e recente nobiltà, fu nella prima giovinezza damigella alla corte di Francesco I di Francia. Rientrata in Inghilterra definitivamente nel 1526 e ricevuta a corte, fu subito notata dal re Enrico VIII, che se ne innamorò perdutamente. Le vicende di questo amore furono la causa determinante lo scisma d'Inghilterra. Il re era sposato a Caterina d'Aragona e ne aveva avuti più figli, dei quali sopravvisse solo Maria; ma, ostinato a sposare Anna Bolena, volle annullato il precedente matrimonio: e allegando il pretesto che Caterina era stata sposa di suo fratello maggiore Arturo, sebbene al matrimonio con la cognata fosse stata chiesta e ottenuta la dispensa del pontefice Giulio II, ne pretese l'annullamento. Il lungo dibattito portò all'aperta ribellione del re alla Chiesa e alla di lui proclamazione a capo della Chiesa inglese. Un gruppo di vescovi ribelli pronunciò la sentenza di annullamento del matrimonio di Enrico con Caterina e finse di legalizzare il nuovo matrimonio, che del resto era già stato celebrato precedentemente in segreto sorprendendo la buona fede di un sacerdote, al quale era stato fatto credere che esisteva un regolare annullamento del primo matrimonio, pronunciato dal Pontefice.
A. B. divenne quindi regina d'Inghilterra e fu incoronata solennemente dal Cranmer arcivescovo di Canterbury, che aveva aderito allo scisma. Pochi mesi dopo dava alla luce la figlia Elisabetta, che il Parlamento dichiarava erede legittima del trono, escludendo dalla successione Maria nata dal matrimonio di Enrico con Caterina d'Aragona.
Gli eventi successivi annullarono questo deliberato del Parlamento; perché il regno di A. B. fu breve; dopo vane speranze di nuova maternità, attesa da Enrico nell'ansia di avere un erede maschio, questi si invaghiva di una damigella di corte, Jane Seymour, e mostrava la sua evidente stanchezza per A. B. Intrighi di palazzo, ostilità sorte contro i favoriti dei B., fecero circolare gravi accuse di infedeltà e perfino quella nefanda di incestuosi rapporti col fratello. Non si può dire che la prova di tali accuse sia stata raggiunta, perché le uniche testimonianze sono state estorte con la tortura. Il re ad ogni modo credette e in un rapido processo condannò a morte A. B. e i suoi pretesi complici. La regina fu decapitata il 19 maggio 1536 nel cortile della Torre di Londra, affrontando la morte con grande dignità.