CAFARO, Paolo, venerabile. - N. a Cafari, presso Cava, il 5 giugno 1707, m. il 13 ag. 1753 a Caposele. Sacerdote il 22 sett. 1731, nel 1735 parroco di S. Pietro a Sepi (Cava dei Tirreni), entrò nel 1741 nella Congregazione del S.mo Redentore. Funse da maestro dei novizi, da lettore di dommatica, prefetto degli studenti, e, poi, fu quasi sempre rettore di una casa. Grande missionario, fu maestro di vita spirituale (s. Alfonso e s. Gerardo Maiella furono tra i suoi penitenti). La causa della sua beatificazione fu introdotta nel 1908.
Da giovane parroco rinnovò la sua parrocchia. Fu poi predicatore instancabile, e anima contemplativa, austero con sé, sagace direttore delle anime, senza ambagi, proteso verso una santità soda, imperturbabile tra angoscie e fatiche. Soleva spronare i suoi confidenti ripetendo spesso: «Bisogna crepare per dare gusto a Dio. Fortezza e non tene-
rezza vuol Dio da noi». S. Alfonso, guidato dal C. per più di un decennio, lamentò amaramente la sua perdita, e ne dettò un'estesa biografia, prospettandone la futura beatificazione. S. Gerardo Maiella, accettato dal C. nella Congregazione, vide estatico l'anima di lui entrare trionfante in cielo.