CAFARNAO.
- Città «di Galilea" (Lc. 4, 23; Керрарчаб́ц, lat. Capharnaum) nominata sedici volte nei Vangeli ( 4 in Mt., 3 in Mc., 4 in $L c ., 5$ in $I o$.). E chiamata «marittima» ( σ × ρ × θ × λ ἀ σ σ ıo) in Mt. 4, 13. Gesù la elesse come sede stabile della sua predicazione (Mt. 4, 13; Lc. 4, 31; Io. 2, 12) e vi compi molti miracoli (liberazione d'un de-
moniaco, guarigione del servo del centurione, del figlio del basilikós, del paralitico, dell'emorroissa, risurrezione della figlia di Giairo). A C. Levi-Matteo fu chiamato al seguito di Gesù, fu pagata la moneta del tributo, fu tenuto il memorando discorso sull'Eucaristia. Non lontano da C. fu pronunciato il sermone della montagna. I nazareni sono invidiosi per i miracoli di cui C. era stata la sede fortunata (Lc. 4, 23); ma Gesù minaccia severissimo castigo a C. per la sua incredulità (Mt. 11, 23; Lc. 10, 15).
All'antica C. corrisponde l'odierno villaggio Tell Hūm. Ciò risulta dalla esattoria di Matteo ivi posta; in quel punto dovevano pagarsi i diritti di dogana da quelli che, attraversando il Giordano, entravano nella tetrarchia di Filippo e nella capitale di essa Bethsaida Iulias. Fl. Giuseppe conferma ciò, narrando (Vita, 72) che, combattendo presso il Giordano, cadde a terra e si ferì una mano e fu quindi trasportato eíc кú μ η ν Керápvaxov λ ε γ o μ ε ἐ ν η ν (altre lezioni: -vú μ η ν o -vuvóv). Infatti C. è il primo villaggio abitato in cui s'imbatte chi viene dal Giordano; non ci sono vestigia di rovine tra Tell Hūm e il Giordano (H. Kohl-C. Watzinger, p. 5; G. Dalman, Orte und Wege fesu, p. 158).
Fl. Giuseppe menziona un'importante sorgente ( π η γ ἠ γ ° ν μ α τ α \dot{τ} η ), che gli abitanti chiamano Керрарчаб́ц (Bell. Iud., III, 10, 8), e afferma che si trova in essa quel pesce proprio del Nilo chiamato xopáxıvos, e che la sorgente irriga la pianura di Gennesar. Questi due fatti si verificano per la sorgente composta da sette minori fonti detta 'E π τ ἀ- π η γ ° ν oggi et-Täbigah. Il canale oggi superstite conduce
le acque per un chilometro e mezzo ai piedi del colle Tell el-'Orejmeh nella pianura di Gennesar. Vero è che Heptapegon dista ca. 2 km . e 300 m . da Tell Hūm, ma il nome di questa località è dovuto al fatto che non vi è nella zona altro abitato maggiore. Si aggiungano le testimonianze dei pellegrini: C. mancava di mura (Adamnano e Beda: CSEL, XXXIX, pp. 273 e 319), come infatti risulta dalle attuali rovine; la distanza di C. da Magdala è «due miglia» (ibid., p. 138).
Altri autori preferiscono la località Hirbet Minjeh, che è sulla «via del mare»; vi fu trovato nel 1932 un castello romano quadrato di 70 m . di lato. Ma vale ancora oggi quanto scrisse J. von Kasteren in Revue biblique, 3 (1894), p. 65 s.: "Ritengo ormai giudicata la questione del sito di C. ".
All'inizio di questo secolo un ampio terreno di Tell Hūm è stato comprato dalla custodia di Terra Santa. Vi sono state trovate imponenti rovine della sinagoga, esaminate da H. Kohl e C. Watzinger, che ricostruirono graficamente l'edificio sinagogale ($24 × 18 ~m$.). Le rovine furono risoaminate da G. Orfali, per le cui cure la sinagoga fu dal 1920 in poi ricostruita nella forma primitiva. Alcuni identificarono questa sinagoga con quella che il centurione della città di C. aveva edificato (Le. 7,5), in cui Cristo promise (Jo. 6, 26-39) la S.ma Eucaristia (così G. Orfali e B. Meistermann). Ma nell'edificio che oggi abbiamo esistettero dall'inizio immagini di animali e di centauri, che al tempo di Gesù erano tra gli Ebrei ritenute proibite. Perciò questa sinagoga appartiene allo stesso periodo delle altre trovate ed esplorate in Galilea, al tempo cioè degli imperatori Settimio Severo e Caracalla (193-217); cosi giustamente determinano l'età della sinagoga Kohl e Watzinger.