CAMERINO, ARCIDIOCESI DI

CAMERINO, ARCIDIOCESI di. - Nelle Marche, in provincia di Macerata. Documenti sicuri fanno conoscere la sede episcopale come certamente stabilitavi a metà ca. del sec. V. Indubbi sono i nomi dei vescovi Bonifazio (501) e Severo (555-60). Crebbe d'ampiezza e di splendore nell'età medievale, specie

nell'età carolingia. L'antica estensione territoriale si andò però riducendo fin dal sec. XIV.
Nel 1320 sotto il papa Giovanni XXII un primo smembramento diede origine alla diocesi di Macerata. Un secondo, nel 1586, sotto Sisto V, portò alla creazione di Tolentino e di S. Severino. Nel 1728 la città di Fabriano, con Benedetto XIII, nel 1787 quella di Matelica, con Pio VI, si distaccarono da C., che venne elevata a sede arcivescovile immediatamente soggetta. Legami speciali ebbe con lo Stato Pontificio cui fu soggetta nel sec. XII dopo essere stata per lungo tempo capoluogo della «marca» detta dal suo nome Marca di C. e di nuovo direttamente nel 1545 con il cadere della storica signoria dei Varano. Nel 1727 vi fu eretta da Benedetto XIII l'Unità versata; nel riassetto dello Stato Pontificio del 1814 C. mantenne la tradizione politica del passato essendo stata designata a sede di delegazione.
La fiorente vita passata della vasta arcidiocesi Camerte è rispecchiatà nel numero ragguardevole di abbazie le quali però vengono attualmente a trovarsi fuori del suo territorio. Così l'abbazia di Rambona (SS. Gregorio, Silvestro e Flaviano) presso il fiume Potenza, fondata nel sec. IX e, prima della rovina, considerata tra le più grandi abbazie benedettine in Italia; S. Maria di Chiara- valle di Fiastra, presso il Chienti sul corso del Fiastra, sorta accanto alla chiesa onomina del sec. XI: cumulata di privilegi, ricca di estesissime pertinenze, questa abbazia cistercense fu distrutta quasi del tutto nel 1421.
Tra i monumenti sacri di C. si ricorda: la chiesa di S. Venanzio con il portale della fine del '400, dedicata al famoso martire dalmata, straordinariamente venerato nella città e nel territorio e che tanta parte ha nella tradizione delle memorie sacre locali. La sua passio (BHL, 852) è un adattamento di quella del martire prenesto Agapito, ma attinge largamente alle Passioni dei martiri dalmati. Una chiesa monumentale è S. Francesco che, sebbene rimaneggiata, conserva della primitiva l'abside e il portale del sec. XIII.
Nel tempio cinquecentesco dell'Annunziata ha sede una pinacoteca con opere del '400 e del '500, specie di pittori locali (Arcangelo di Cola). L'archivio è andato perduto nell'incendio del 1515. Manoscritti di qualche interesse si trovano nella biblioteca Valentiniana della città.
Attualmente l'arcidiocesi di C. conta 450 chiese, 174 parrocchie, 179 sacerdoti diocesani e 28 regolari, 10 comunità religiose maschili, 8 femminili, 77.980 cattolici su 78.000 ab. - Vedi Tav. XXIX.

Bibl.: O. Turchi, De ecclesiae Camerinenis pontificibus libri VI sive Camerinum sacrum, Roma 1762; H. Delehaye, S. Anastase martyr de Salone, in Analecta bollandiana, 16 (1807), pp. 490-94 (s. Venanzio); A. Dufourca, Etudes sur les gestes martyrs romains, III, Parigi 1907, p. 25; P. F. Kehr, Italia Pontificia, IV, Berlino 1909, pp. 119-33; B. Feliciangeli, Cronostasi dei più antichi vescovi di C., Camerino 1921; Lanzani, pp. 487-89; M. Mariani, L. Allevi, D. Arinioni, R. Romani, Guida di C., Terni 1927; Cottineau, I (1939), coll. 1137, 2399.