CAMPECHE, DIOCESI DI

CAMPECHE, diocesi di. - Nella Repubblica del Messico, eretta da Leone XIII il 2 dic. 1895 con la costituzione Praedecessorum nostrorum, smembrandola dalla diocesi di Yucatán, di cui ora è suffraganea. Finora è stata governata da 7 vescovi.
Comprende lo Stato di C. e buona parte del terri-

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(fol. Bibberchic d. G. Rationatbildatk:t)
Campanile - C. della chiesa del monastero di Zwettl, Austria (1722-27).

torio federale di Quintana Roo, con una superfice di kmq. 71.000 e una popolazione di 110.000 ab. (per metà indi e l'altra metà bianchi o meticci); rog. 000 cattolici.
La diocesi ha 67 chiese ed è divisa in 19 parrocchie, 16 sacerdoti diocesani e 3 regolari (1948). La scarsezza di clero è dovuta in parte alle recenti persecuzioni religiose durante le quali vennero chiusi il seminario e le scuole cattoliche.
Sede vescovile è C., già S. Francisco de C., fondata da Francisco de Montojo nel 1540. Subito dopo la fondazione della città, si iniziò la costruzione della prima chiesa, S. Maria de la Concepción, ora cattedrale, edificio imponente e massiccio come una fortezza. I primi missionari della regione furono i Francescani, accanto ai quali, dal 1572, lavorarono anche i Gesuiti. Santuari noti sono quelli di Nostra Signora di Hool e S. Roma.
Boll.: M. Cuovas, Historia de la Iglesia en Mexico. I, Tlalpan 1921, p. 354; II, ivi 1922, pp. 24, 162; III, ivi 1924, pp. 24, 26, 337; V. Santa Julia 1926, p. 112; A. Marcilla, s. V. in Catb. Enc., III, p. 222 . Francisco Aguilera
CAMPEGGI, FAMIGLIA. - LORENZO, cardinale, n. a Bologna nel 1474, m. a Roma il 19 luglio 1539. Fu insegnante di diritto a Bologna, dove contrasse matrimonio ed ebbe figliuoli. Rimasto vedovo nel 1510 , entrò nella Curia romana come uditore di Rota nel 1511 . Già il 12 nov. 1512 veniva nominato vescovo di Feltre, diocesi che tenne fino al 1520 . Nel 1514 Leone X lo inviò in Germania; poi il 1° luglio 1517 lo creò cardinale. Nel 1518 lo inviò una prima volta legato in Inghilterra donde ritornò l'anno seguente. Il 2 dic. ebbe il vescovato di Bologna che tenne sino al 1525 . Intanto allargatasi la rivoluzione religiosa in Germania, Clemente VII lo inviò colà come legato l'8 genn. 1524 perché fosse presente alla Dieta di Norimberga, dove incontrò tenace resistenza da parte dei principi favorevoli a Lutero, radunò i principi cattolici a Ratisbona, riusci a costituire una lega cattolica nel luglio e molto si adoperò nell'autunno e nell'inverno per rialzare le sorti del cattolicesimo. Ritornò a Roma nell'ott. 1525. Nel frattempo egli aveva avuto in commenda il vescovato di Salisbury in Inghilterra (2 dic. 1524), e quando Enrico VIII manifestò i suoi propositi di divorzio da Caterina d'Aragona, Clemente VII l'8 giugno 1528 lo costituì suo legato, perché con il card. Tommaso Wolsey arcivescovo di York, prendesse cognizione di questa difficile causa e ne giudicasse secondo giustizia. Sembrò allora cosa opportuna tirare in lungo prima di prendere una decisione, nella speranza che il re mutasse consiglio; il legato, giunto a Londra l'8 ott., iniziò regolare processo nel maggio seguente; ma la regina presentò la legale dispensa di Giulio II per il suo matrimonio con il re ed appellò direttamente al Papa; Clemente VII avocò allora a sé la causa, ed il processo fu sospeso il 23 luglio; nel sett. il C. lasciò l'Inghilterra; egli perdette in seguito il suo vescovato di Salisbury.
Quando Carlo V indisse una nuova dieta in Augusta per provvedere ai tumulti religiosi della Germania, Clemente VII, il 9 marzo 1530, designò come suo legato al fianco dell'imperatore il C. affidandogli speciali istruzioni in proposito. In quella dieta fu proposta la Confesin Augustana che divenne la professione di fede dei luterani; Carlo V vide frustrate le sue premure per l'unione religiosa e si persuase che ormai solo il concilio avrebbe potuto por termine alle lotte dommatiche.
Il C. ebbe in commenda successivamente i vescovati di Huesca in Spagna (sett. 1530-32) e di Parenzo in Istria (giugno 1533-37) e l'arcivescovato di Creta (giugno 1534 - genn. 1536). Il 20 marzo 1538 Paolo III lo designò legato insieme con i cardd. Simonetta e