CAMPEGGI, FAMIGLIA. - LORENZO, cardinale, n. a Bologna nel 1474, m. a Roma il 19 luglio 1539. Fu insegnante di diritto a Bologna, dove contrasse matrimonio ed ebbe figliuoli. Rimasto vedovo nel 1510 , entrò nella Curia romana come uditore di Rota nel 1511 . Già il 12 nov. 1512 veniva nominato vescovo di Feltre, diocesi che tenne fino al 1520 . Nel 1514 Leone X lo inviò in Germania; poi il 1° luglio 1517 lo creò cardinale. Nel 1518 lo inviò una prima volta legato in Inghilterra donde ritornò l'anno seguente. Il 2 dic. ebbe il vescovato di Bologna che tenne sino al 1525 . Intanto allargatasi la rivoluzione religiosa in Germania, Clemente VII lo inviò colà come legato l'8 genn. 1524 perché fosse presente alla Dieta di Norimberga, dove incontrò tenace resistenza da parte dei principi favorevoli a Lutero, radunò i principi cattolici a Ratisbona, riusci a costituire una lega cattolica nel luglio e molto si adoperò nell'autunno e nell'inverno per rialzare le sorti del cattolicesimo. Ritornò a Roma nell'ott. 1525. Nel frattempo egli aveva avuto in commenda il vescovato di Salisbury in Inghilterra (2 dic. 1524), e quando Enrico VIII manifestò i suoi propositi di divorzio da Caterina d'Aragona, Clemente VII l'8 giugno 1528 lo costituì suo legato, perché con il card. Tommaso Wolsey arcivescovo di York, prendesse cognizione di questa difficile causa e ne giudicasse secondo giustizia. Sembrò allora cosa opportuna tirare in lungo prima di prendere una decisione, nella speranza che il re mutasse consiglio; il legato, giunto a Londra l'8 ott., iniziò regolare processo nel maggio seguente; ma la regina presentò la legale dispensa di Giulio II per il suo matrimonio con il re ed appellò direttamente al Papa; Clemente VII avocò allora a sé la causa, ed il processo fu sospeso il 23 luglio; nel sett. il C. lasciò l'Inghilterra; egli perdette in seguito il suo vescovato di Salisbury.
Quando Carlo V indisse una nuova dieta in Augusta per provvedere ai tumulti religiosi della Germania, Clemente VII, il 9 marzo 1530, designò come suo legato al fianco dell'imperatore il C. affidandogli speciali istruzioni in proposito. In quella dieta fu proposta la Confesin Augustana che divenne la professione di fede dei luterani; Carlo V vide frustrate le sue premure per l'unione religiosa e si persuase che ormai solo il concilio avrebbe potuto por termine alle lotte dommatiche.
Il C. ebbe in commenda successivamente i vescovati di Huesca in Spagna (sett. 1530-32) e di Parenzo in Istria (giugno 1533-37) e l'arcivescovato di Creta (giugno 1534 - genn. 1536). Il 20 marzo 1538 Paolo III lo designò legato insieme con i cardd. Simonetta e
Alandro al concilio che doveva radunarsi a Vicenza e con loro fece l'ingresso in quella città il 12 maggio; ma il concilio per allora non si tenne ed il C. ritornò a Roma dove morì, lasciando fama di diplomatico accorto e fedele, sebbene non sempre fortunato.
I C. furono veramente una famiglia di prelati. TOMMASO fratello del card. Lorenzo n. a Pavia nel 1481, fu arcidiacono di Bologna, poi vescovo di Feltrinelli e il 9 giugno 1520 e vi rinunciò il 6 apr. 1546. Fu il primo prelato presente a Trento per il Concilio del 1545, e compilò voti e consulte durante il Concilio, in parte stampati. Andò nunzio a Venezia e presso Carlo V. Mori a Roma il 21 genn. 1564 (cf. Fantuzzi, op. cit., p. 65). Figlio del card. Lorenzo fu Giovanni Battista, nominato vescovo di Maiorca nei designazione di Carlo V il 25 sett. 1531. Vi rinunciò nel sett. 1561 e morì a Bologna il 7 apr. 1583 dove aveva provveduto con grande munificenza agli istituti religiosi della città (Fantuzzi, op. cit., p. 36). AL-SANDRO, altro figlio del card. Lorenzo, n. nel 1504, m. a Roma il 21 sett. 1554, fu vescovo di Bologna dal 19 marzo 1526 al 1553. Prolegato ad Avignone nel 1541, vi combattè l'eresia valdese. Nel 1544 fu nominato chierico della Camera Apostolica, il 20 nov. 1551, creato cardinale da Giulio III (Fantuzzi, op. cit., p. 28).
Omtettendo altri personaggi si ricordano: CAMILLO, teologo domenicano, n. a Bologna al principio del sec. XVI, m. nel 1569. Insegno teologo in diversi conventi del suo Ordine. Fu inquisitore a Faenza (1562), a Ferrara e a Mantova, in un momento (1567) in cui i rapporti fra il Duca e Pio V erano molto tesi. Con la sua energia vi risalì l'autorità del tribunale della fede. Partecipò al Concilio di Trento (terzo periodo) quale teologo di Pio IV. Il 14 maggio 1568 fu nominato vescovo di Nepi e Sutri.
Oltre i suoi discorsi al Concilio di Trento, pubblicati nel 1562, scrisse: De primatu Romani Pontificis contra M. Flacium Illyr. (ed. in Bibl. Max. Pont., VII, Roma 1697). Pubblicò con un suo commento il trattato De Haereticis di Ugolino Zanchini (Mantova 1567).
Alfonso D'Antona