CAMPENSES. - Soprannome dato da S. Girolamo (Ep., XV) ai cattolici di Antiochia partigiani del vescovo Melezio, perseguitati da Valente a partire dal 372. Esiliato Melezio per una terza volta, i suoi fedeli, privati delle loro chiese, furono costretti a tenere le loro adunanze nelle campagne circostanti la città (Teodoreto, Hist. Ecc., IV, 21), donde il nome di c., rimanendo però esposti alle vessazioni della polizia (cf. F. Cavallera, Le schisme d'Antioche, Parigi 1905, pp. 133-200; Fliche-Martin-Frutaz, III, p. 269).
Con lo stesso appellativo furono qualificati gli aderenti al donatismo di origine africana ma residenti in Roma. Organizzati in chiesa autonoma dal vescovo Victor Garbensis dopo il 320, non potendo disporre di una propria chiesa nell'Urbe, celebravano le loro cerimonie in una grotta fuori della città. Per questo motivo furono pure chiamati campitae, montenses, rupitiae.
