CANOSSA, MADDALENA GABRIELLA, DEI MARCHESI DI, BEATA

CANOSSA, Maddalena Gabriella, dei marchesi di, beata. - N. in Verona il 1° marzo 1774, m. ivi il 10 apr. 1835. Orfana del padre a cinque anni; abbandonata a sette anni dalla madre, marchesa Teresa Szlucha che passò ad altre nozze, a diciotto anni tentò di farsi carmelitana fra le Scalze di Conciliano. Si dedicò alla cura delle fanciulle della strada (1799), cominciando a raccoglierne qualcuna a convitto (1800-1801); indi sistemò un « Ritiro Canossa » in una casetta acquistata nei pressi di S. Zeno in Oratorio (1802), dove anche aprì (1803) una scuola di carità. Tentò pure di abitarvi (1805), ma fu presto costretta a rientrare in famiglia. Ottenuto nel 1808 dalle autorità civili l'ex monastero dei SS. Giuseppe e Fidenzio, nel quartiere popolare di S. Zeno Maggiore (che ebbe poi in dono da Francesco I il 30 nov. 1815), vi trasportò il suo primo ritiro ed alla stessa vi si stabilì. Con lei vi entrò pure, quale superiora, donna Leopoldina Naudet (1773-74) con alcune compagne, appartenute a un disciolto istituto che intendevasi ristabilire. La C. e la Naudet lavorarono insieme fino al nov. 1816.
Al primo abbozzo del suo istituto delle « Figlie della carità » di Verona la Beata diede forma definitiva in Venezia (1812-16), dove dettò le sue regole. Sul modello di Venezia riformò poi la comunità di Verona; e via via si dedicò alle fondazioni di Milano (1816), Bergamo (1820), Trento (1828); e preparò quelle di Brescia e di Cremona, costituite dopo la sua morte. Scopì della fondatrice erano: istruzione ed educazione della gioventù femminile più povera e abbandonata; istruzione ed assistenza a donne del più basso ceto; assistenza alla dottrina cristiana nelle parrocchie; visite, assistenza, istruzione alle inferme negli ospedali; istruzione interna di giovani del contado per farne maestre di campagna; talvolta pure educazione di sordomute; a vantaggio del ceto più agiato la pratica degli esercizi spirituali per le signore nelle varie sedi dell'istituto. Promosse in vari luoghi la più unione delle dame per le visite degli ospedali; tentò pure una fondazione di « Figli della carità ». Anima nobilissima, s'impose al'ammirazione del Bonaparte, e a quella dei sovrani d'Austria; Pio VII le diede direttive e conforti; Leo-

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Canova, Antonio - Ritratto di Pio VII - Musci Vaticani.

ne XII le approvò le costituzioni e l'istituto (1828): Pio XI ne proclamò l'eroismo delle virtù e Pio XII la beatificò il 7 dic. 1941.

Biel.: C. C. Bresciani, Orazione funebre in morte della $r$. madre M. march. di C., Verona 1835: A. Schlor, Die Philanthropie des Glaubens, Vienna 1839, ridotta e tradotta in italiano sotto il titolo: La filantropia della Fede o la vita della chiesa di Verona in questi ultimi tempi, Roma 1840; C. C. Bresciani, M. march. di C., Verona 1849; id., Collezione di orazioni funebri, I, ivi 1866, pp. 391-425; G. Stofella, Il ven. d. G. Bertoni nella vita della ven. march. M. di C., ivi 1929; C. C. Bresciani, Vita della ven. M., march. di C., Isola del Liri 1941; G. Stofella, Note per servire alla storia del ven. C. Bertoni: Le relazioni del servo di Dio con la b. M. di C., ivi 1943.

Giuseppe Stofella