CAPUT IELUNII. - Fin dal sec. viI il mercoledí delle Ceneri è noto come feria IV in capite ieiunii, perché, secondo l'uso romano, con questo giorno incomincia il digiuno quaresimale, mentre la Domenica I di Quaresima ritiene l'antico nome di caput quadragesimale, perché anticamente, come ancor oggi nel rito
ambrosiano, la Quaresima si iniziava con questa Domenica, di cui anche la Liturgia romana nei testi liturgici ritiene preziose tracce.
Secondo s. Massimo di Torino (PL 57, 301) alcuni cominciavano a prepararsi devotiore icinnio alla Quaresima, altri, per avere veramente 40 giorni di digiuno, aggiungevano gli ultimi 4 giorni della settimana precedente, prima privatamente, poi ufficialmente. Già il Sacramentario gelosiano ne mostra la pratica. S. Gregorio Magno (Hom. δ in Ebong.) non li conta ancora tra i giorni quaresimali. Le liturgie mozarabica e gallicana prima non li conobbero: percio non si fa menzione di mercoledi delle Ceneri o di feria IV in capite icinnii nell'Orationale Gothicum, in s. Isidoro, nei concili, nel Lezionario di Luzeuil, nel Sacramentario di Bobbio, nel Missale Gothicum; solo nel Missale Mixtum appare come un'aggiunta semplicemente esterna e posteriore. Soltanto in un agguanta del sec. vir nel Gelasiano la feria IV Cinerum fu designata come c. i. e nel sec. IX Amalavio (PL 105, 108) dice chiaramente: «Quarta feria quinquagesimam et quadragesimum iciunium, quod protenditur in Pascha Domini, inchoamus». Nel rito romano però i quattro giorni ben presto fecero parte della Quaresima, cioè quando gli gli altri giorni quaresimali ebbero le loro stazioni fisse e quando furono composte le antifone per la Comunione: infatti il Comnunio del Mercoledi delle Ceneri è mutuato dal Salmo primo. E noto che le ferie quaresimali prendono le antifone della Comunione dei Salmi secondo l'ordine della loro successione numerica. In concorrenza col caput quadragesimac, il mercoledi, che divenne il c. i., assunse un carattere sempre più solenne: in quel giorno cominciava la penitenza pubblica con l'esclusione dei peccatori, di cui la liturgia conserva ancora CENERETH (v.), ed il loro digiuno, che poco a poco fu esteso a tutti i fedeli. Cosi a cagione della sua solennità il Mercoledi delle Ceneri divenne l'inizio del digiuno quaresimale ed insieme del tempo quaresimale, mentre il significato della Domenica 15 di Quaresima nella mente del popolo andava sempre più in dimenticanza.
Bull.: J. Tommasi, Scrittura nella quale si prova che l'Istituzione della feriognarta in capite icinnii e è stata prima di s. Gregorio contro l'epistina del Menardo, in Opera omnia, VII, Roma 1754, pp. 187-89; E. Martène, De antiquis Ecclesiae ritibus, III, Bassano 1788, p. 58; F. Probst, Dic Altestea Salvamentarica und Ordines, Monaco 1892, p. 192; F. Cabral, s. V. in DAUL, II, coll. 2134-37.