CARLO MARTELLO

CARLO MARTELLO. - Figlio illegittimo di Pipino d'Héristal, riusci ad affermarsi dopo lunga lotta durata dal 714 al 717 nell'ufficio paterno di maestro di palazzo dell'Austrasia e poi della Neustria franca ed a maturare l'unione dei Franchi Salii e Ripuarii; riusci pure ad allontanare il pericolo di assalti da parte dei Frisii e dei Sassoni del settentrione. Si volse quindi a combattere gli Arabi di Spagna che da anni ormai invadevano la Francia meridionale e batté in pieno a Poitiers nel 732 'Abd ar-Rabmān, liberando per sempre il paese dal pericolo, sebbene i combattimenti non cessassero ancora del tutto. Alla sua protezione papa Gregorio II nel 723 affidò s. Bonifacio che si recava ad evangelizzare l'Assia e la Turingia, sebbene in quegli anni, per la necessità di rimunerare nel regno i suoi compagni e difensori, confiscasse buona parte dei boni della Chiesa franca, distribuisse senza scrupolo a rozzi soldati, come premio, episcopati ed abbazie, creando un clero guerriero e violento che portava verso la barbarie la gerarchia ed il popolo. Quando Liutprando re dei Longobardi si accinse ad occupare il ducato romano, spingendosi fin sotto Roma, Gregorio III nel 739 ricorse, per lettera, all'intervento di C., ma questi, legato d'amicizia con Liutprando, non raccolse l'invito del Papa. M. il 22 ott. 741 , lasciando il regno ai figli Pipino e Carlomanno.

BibL.: Hefele-Leclercq, III, pp. 710 sg., 808 sg.; G. Kurth, S. Bonifacio, Roma 1905, p. 46 sg.; L. Duchesne, Les premiers temps de l'Etat pontifical, Parigi 1911, p. 13; G. Kurth, Les origines de la civilisation moderne, II, Bruxelles 1912, p. 181 sg.