CARPEGNA

CARPEGNA. - Famiglia comitale di antica origine, che prese il suo nome dall'omonima terra del Montefeltro; era illustre ai tempi di Dante, che ricordava un Guido (m. ca. il 1280), cavaliere lodato per grana-azzina d'animo (Purg., XIV, 98). Nel sec. XVII diede alla Chiesa due cardinali.
ULDERICO, cardinale, n. a Scavolino nel Montefeltro ca. il 1596; fu segretario del card. Antonio Barberini, fratello di Urbano VIII, dottore in ambo le leggi. Vescovo di Gubbio a 33 anni il 23 sett. 1630, fu creato cardinale il 28 nov. 1633. Trasferito al vescovato di Todi l'11 ott. 1638, rinunciò a questa sede il 31 ag. 1643. Visse in seguito sempre in Curia ed era vescovo di Porto il 24 genn. 1679, quando morì a 83 anni e fu sepolto a S. Andrea della Valle.

Bibl.: P. A. Guerrieri, Genealogia di casa C., Rimini 1667, p. 94; G. De Novaes, Elementi della storia de' Sommi Pontefici, ecc., IX, Roma 1822, p. 244 (errata la data di nascita, cf. Eubel-Gauchat, IV, passim); Pastor, XIV, passim.

GASPARE, cardinale, n. l'8 maggio 1625; sotto Innocenzo X fu uditore di Segnatura e segretario della Congregazione delle acque; sotto Alessandro VII uditore di Rota; da Clemente X fu nominato datario e poco dopo cardinale di S. Pudenziana il 20 genn. 1670, quindi vescovo di Sabina il 27 genn. 1698. Fu cardinale vicario dal 1670 al 1714 sotto cinque Pontefici, prefetto della Congregazione dei Vescovi e Regolari, poi dei Riti; fu celebrato come uomo di scienza, per cui fu acclamato anche in Arcadia, raccoglitore di libri, di medaglie e monete che passarono poi in Vaticano, tenace di essere della libertà ed immunità ecclesiastica, zelante nell'in- staurare la disciplina ecclesiastica presso il clero, gli istituti ecclesiastici e gli Ordini religiosi. In particolare fu promotore delle Istruzioni clementine del 20 genn. 1705 a proposito delle Quarantone. M. a Roma il 6 apr. 1714, fu sepolto a S. Maria in Vallicella.
Bibl.: P. A. Guerrieri, op. cit., p. 68; G. De Novaes, op. cit., X, p. 212; Pastor, XIV e XV, passim; A. De Santi, L'ora- zione delle Quarantone, ecc., Roma 1919, p. 321 sgg.