« CASTI CONNUBII ». - Enciclica di Pio XI, del 29 dic. 1930, sul matrimonio cristiano (AAS, 22 [1930], pp. 539-90). L'argomento, sempre della più viva e vasta attualità in ogni tempo, riveste un'importanza tutta particolare ai nostri giorni. Per una parte, infatti, il divorzio è accolto in quasi tutte le legislazioni e praticato con la più scanzonata disinvoltura; l'adulterio è esaltato, o almeno trattato con un senso di depreciabile agnosticismo nei romanzi, nei teatri, nelle sale cinematografiche, nelle cronache giornalistiche; per l'altra, nuove teorie pseudoscientifiche si vanno diffondendo sotto pretesto di rinsaldare la razza o la salute pubblica, e un senso di malcompresa compassione pone nell'ombra verità sostanziali, conseguenze deplorabili e fatali, dottrine inconcusse della rivelazione. In realtà tutto concorre a deprimere l'istituto familiare, compromettendo la pace e la serenità della casa, l'educazione dei figli e finisce con lo schiantare quella compagine che è la famiglia, frutto della natura e della Grazia santificante, voluta da Dio salda e inscindibile.
Questo l'argomento, su cui verte l'enciclica. La quale, richiamata quella di Leone XIII, Arcanum, del 10 febbr. 1880, entra nel vivo delle questioni, dividendo la trattazione in tre parti:
1. I tre beni del matrimonio: il bene della prole, che ne costituisce il fine primario, e dà ai genitori il diritto e il dovere grave di «accoglierla amorevolmente, nutrirla benignamente, educarla religiosamente»; il bene della fede, che costituisce l'unità dei coniugi, fondandolo su di un amore santo e puro, sull'aiuto vicendevole, morale e materiale, su di una gerarchia bene ordinata e compresa, secondo la quale il marito è il capo della famiglia, la moglie il cuore; il bene del Sacramento, che rappresenta l'unione inscindibile fra Cristo e la Chiesa, la quale inscindibilità arreca i migliori vantaggi per i coniugi stessi, i figli, la società.
2. La tempesta contro la santità del matrimonio, scatenata dagli egoismi e dalle passioni, accarezzati e coadiuvati dalla pseudoscienza: matrimoni temporanei, amichevoli, di esperimento; controllo delle nascite; aborto terapeutico, eugenica, sterilizzazione, difficoltà di con-
convivenza; matrimoni misti, sopraffazione da parte di presunta autorità dello Stato. La condanna della Chiesa, su tutte queste aberrazioni, è chiara e inesorabile, fondata com'è e sull'aperta volontà di Dio, manifestata dalla rivelazione, e sulle fatali conseguenze che da quelle derivano.
3. La restaurazione della famiglia, ottenuta mediante il ritorno a quelle che sono le intenzioni divine: perciò i coniugi devono sempre pensare che la loro unione è il Sacramento di Cristo e della Chiesa; cercare di dominar le passioni con l'acquisto della padronanza di sé e soprattutto con la preghiera, apportatrice di forza e di luce. Occorre pure preparare i futuri sposi alle nozze; assistere le classi povere, praticare da parte dei privati e soprattutto dello Stato quelle provvidenze sociali, che assicurino a tutti un tranquillo e sereno benessere. Mezzo utile e desiderabile: la reciproca intesa fra Stato e Chiesa, da cui lo Stato non deve temere alcuna menomazione di diritti; esempio illustre: i Patti Lateranensi.