CATERINA II VON ANHALT-ZERBST, IMPERATRICE DI RUSSIA

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CATERINA II von Anhalt-Zerbst, imperatrice di Russia. - N. a Stettino il 2 maggio 1729, m. a Pietroburgo il 6 nov. 1796; regnò dal 1762 al 1796. Educata nel protestantesimo nella sua patria, passò poi all'« ortodossia " russa quando andò a nozze col futuro imperatore Pietro III (1762), per abbandonarsi più tardi a quel certo deismo preso dall'Enciclopedia francese. Nel suo tempo raggiunse il suo culmine la dottrina dell'onnipotenza dello Stato in Russia. Essa affidò definitivamente allo Stato l'amministrazione di tutti i beni della Chiesa russa; divise in tre categorie i vescovati e i monasteri e riordinò l'amministrazione delle diocesi secondo la maniera dei concistori protestanti. Un vescovo riluttante fu arrestato; ma in generale la Chiesa russa si piegò a queste intromissioni. Con l'annessione parziale della Polonia molti cattolici di rito latino e ruteno vennero a trovarsi sotto il regime di C. Il vescovo latino Stanislao Bohusz-Siestrzenciewicz accettò volentieri tutti i suoi decreti anche se canonicamente inammissibili. In conseguenza di ciò e per evitare il peggio il legato pontificio Archetti eresse nel 1783 l'arcivescovato di Mohilev per tutti i cattolici di rito latino residenti in Russia. C. concesse in principio piena libertà ai cattolici di rito ruteno; presto però cercò di indebolire la loro unione per mezzo di misure amministrative, quasi si trattasse di una questione semplicemente "polacca". Fu nominato arcivescovo di Polotzà il non molto fer-
mo Eraclio Lissowski (1784), il quale esegui senza contrasti le misure assolutistiche di C. Intere folle di cattolici di rito ruteno furono, contro la loro volontà, incorporati nella Chiesa statale, specialmente dopo lo scioglimento della metropoli di Kiev. Tuttavia dopo la morte di C. molti di questi ritornarono all'unità.
C. non permise nel suo impero la promulgazione canonica del breve di Clemente XIV che scioglieva la Compagnia di Gesù la quale, perciò, poté continuare ancora parecchi anni la sua attività.

Bibl.: A. M. Ammann, Storia della Chiesa russa e dei paesi limitrofi, Torino 1948, pp. 347-89. Alberto M. Ammann