CATTARO (KOTOR), DIOCESI di. - In Dalmazia. Fondata nel sec. X. Superficie kmq. 6367. Cattolici 13.000; appartenenti ad altre confessioni, in stragrande maggioranza dissidenti, 21.000. La diocesi conta 4 decanati, 107 chiese, 29 parrocchie, 27 sacerdoti diocesani e 6 religiosi (Francescani osservanti e Terziani), inoltre 23 suore della S. Croce e quelle del Bambin Gesù in 3 case.
Nulla è noto sugli inizi della diocesi di C. (Ascruvium, Æxátepa, Catharum), che può risalire all'epoca paleocristiana, poiché di Risano (Pilzav, Risan, residenza dei re illirici nel sec. III a. C.) si sa che nel sec. VI d. C. ebbe un vescovo di nome Sebastiano, che fu in contatto epistolare con Gregorio Magno. Nell'806 fu trasportata a C., allora città bizantina, la testa di S. Trifone martire, e qualche anno dopo venne in suo onore costruita una chiesa (l'odierna Cattedrale, restaurata in stile romanico nel sec. XII, dopo un terremoto). Il Concilio provinciale di Spalato divise nel 925, durante il regno del re croato Tomislao, la diocesi cattarinorugosa in due diocesi: C. e Ragusa. Allorquando nel 1022 il vescovo di Ragusa ebbe il pallio arcivescovo, i vescovi di C. si rifiutarono ripetutamente di diventarne suffragane, esprimendo il desiderio di rimanere sotto la metropoli di Spalato. Ciò non fu loro consentito, e chiesero la protezione dell'arcivescovo di Bari (1178) rimanendone suffragane fino al riordinamento ecclesiastico della Dalmazia (1828), quando passarono sotto la metropoli di Zara.
I più antichi vescovi di C. di cui si ha notizia sono Grimaldo (1090) e Orsazio (1124); i nomi dei loro successori ci sono pervenuti quasi tutti (se ne conoscono ben 67).
Il territorio della diocesi era assai piccolo (forse di soli kmq. 200), poiché nella zona del distretto politico di C. esistevano 3 diocesi latine: C., Risano (Rhysonensis, affidata sin dal 1540 al vescovo di C., finché non fu nel 1688 annessa a C.), e infine Budua (Budunensis); quest'ultima esisteva almeno dal sec. XII, ma dal 1575 era stata amministrata da altri vescovi, specialmente da quelli di Antivari (Bar) e di C.; nel 1828 venne abolita e il suo territorio annesso a quello di C.
La diocesi di C. raggiunse il maggior splendore nei secoli XIII e XIV, quando le erano sottoposti tutti i cattolici dello Stato serbo. Purtroppo i cattolici non vi si seppero mantenere del tutto, sicché un notevole numero di loro passò, durante la dominazione turca, con i Serbi dissidenti, specialmente nei dintorni di Budua e di Risano.
Parecchie le ricche chiese (C., Perasto, Perzagno [Prànj]). Celebre è il santuario della Madonna dello Scarpello presso Perasto. La diocesi ha dato alla Chiesa un santo eucaristico, il beato Grazia da Molo (m. nel 1508), le cui reliquie si conservano nella chiesa del paese natio, e la vergine penitente beata Osanna da C. (m. nel 1567), che riposa nella collegiata di C.
Inoltre ha dato uomini di grande fama: ammiragli, pittori, quali, ad es., Giovanni Kokoljic (1661-1713) di Perasto, dove pure nacquero il grande arcivescovo di Zara, Vincenzo Zimajevic (1713-45), e quello di Antivari, Andrea, Zimajevic.
CATTARO (KOTOR), DIOCESI DI
BIBL.: D. Farlati, Illyricum sacrum, VI, Venezia 1800, pp. 410-518 (C. e Risano); VII, ivi 1877, pp. 209-25 (Budua); Thal-locz-Suffay-Jireček, Acta et diplomata res Albaniae mediae aetatis illustrantia; S. Draganović, Opći sematizam Katol. crkve v Nagoslaviji, pp. 227-34.