ČERNYŠEVSKIJ, NIKOLAJ GAVRILOVÍĆ. - Rivoluzionario russo, noto come letterato, pubblicista ed economista, n. a Saratov nel 1828, ivi m. nel 1889. Collaborò alle principali riviste russe del suo tempo: Otelestvennye Zapiski (Annali patti) e Sovremennik (Il contemporaneo). Accusato di aver organizzato dei disordini di carattere politico-sociale, venne condannato a quattordici anni di lavori forzati: la pena venne successivamente ridotta alla metà.
Notevole fama gli procurò il romanzo Cto delat' (Che fare?), prolesso e privo di valore artistico, ma grandemente apprezzato dalla gioventù rivoluzionaria, in quanto si appoggiava alle dottrine materialistiche ed approvava l'amore libero. Il C., insieme al Dobroljubov ed al Pisarev, fu deciso seguace di una estetica a sfondo utilitaristico e di una letteratura strettamente connessa ai « problemi vivi », cioè alle questioni sociali. Significativi sono i suoi Saggi di economia politica nei quali, non a torto, furono rilevati spunti concomitanti col pensiero marxista. Lenin considerò il C., sotto vari riguardi, un precursore della Rivoluzione bolscevica: e tale fu, senza dubbio, per alcuni suoi prin-
cipi riguardanti la lotta di classe e per l'intransigente e polemico atteggiamento antireligioso.