CESARI, GIUSEPPE, detto il CAVALIER d'ARPINO. - Pittore, n. ad Arpino (Frosinone) nel 1560, m. a Roma nel 1640. Servì in Roma ben dieci pontefici; fu anche a Napoli (1589-91) per la decorazione della cupola e della sagrestia di S. Martino, e alla corte di Enrico IV di Francia in compagnia del card. Aldobrandini. Fedelmente ligio a modi cinquecenteschi in un ambiente nel quale si preparava il trionfo del barocco, fu già ai suoi tempi ritenuto un superato non solo dai caravaggeschi ma perfino dai Carracci.
La sua opera più considerevole è certamente la decorazione della sala dei Conservatori in Campidoglio, ma numerose sono le sue opere nelle chiese romane, tra le quali S. Cesareo (disegno per il museo absidale), S. Giovanni in Laterano (affresco dell'Ascensione), S. Prassede (affreschi nella volta della terza cappella della nave sinistra), e poi S. Maria Maggiore, S. Maria in Via, S. Luigi dei Francesi e la basilica di S. Pietro per la quale diede i disegni dei musei con papi e vescovi nei 16 costoloni della cupola. Altre opere in chiese ed in gallerie private e pubbliche di molte città italiane e straniere.
CESARI, GIUSEPPE, DETTO IL CAVALIER D'ARPINO
BIBL.: G. Sobotka, s. V. in Thieme-Becker, VI, p. 309; H. Voss, Die Malerei der Spätrenaissance in Rom und Florenz, II, Berlino 1920, p. 378 seg.; A. Quadrini, Il C. d'A., Isola del Liri 1940.