CHAMBERLAIN, HOUSTON STEWART. - Filosofo e musicologo n. a Portsmouth il 2 sett. 1855, m. a Bayreuth il 9 genn. 1927. Studiò scienze, filosofia e musica a Ginevra, Dresda e Vienna. S'guace entusiasta di Wagner, del quale sposò la figlia, ne difese non soltanto la musica ma anche la concezione del mondo e della vita in vari scritti.
Principali: Das Drama R. Wagner (Lipsia 1892); Die ersten 20 Jahre der Bayreuther Bühnefestspiele (Bayreuth 1896); Parsifal-Märchen (Monaco 1900). La notorietà di C. è però affidata al libro Die Grundlagen des neunzehnten Jahrhunderts (IV 1899): opera storico-filosofica che ebbe non lieve importanza quale precorritrice del mito razziale ariano germanico. Al germanesimo viene attribuito il rinnovamento e purificazione del sangue, della cultura e dell'etica. Dante, l'Umanesimo, Cristo stesso vengono forzati e spiegati sotto questa luce. Tipiche al riguardo le opere I. Kant, die Persönlichkeit als Einführung in den Werk (Monaco 1905), e Goethe (IV 1912). C. credette che la guerra 1914-18 avrebbe realizzato il mito razziale pangermanista per cui ne fu fervido propagandista e ottenne nel 1916 la naturalizzazione tedesca. Alcuni suoi scritti di questi anni furono tradotti in italiano.
CHAMBERLAIN, HOUSTON STEWART
Bibl.: Ed. principale delle opere di C.: Gesammelte Hauptwerke, 9 voll., Monaco 1923. Studi: L. Schröder, H. S. C., IV 1918; A. Chamberlain, Meine Erinnerungen an H.S.C., IV 1923; A. Rosenberg, H. S. C. als Verkündner und Begründer einer deutschen Zukunft, IV 1927; A. Vanzelow, Das Werk H. S. C., IV 1927; G. Stutzinger, Die politischen Anschauungen H. S. C.'s, Bottrop 1938. Felicissimo Tiniella