Enciclopedia Cattolica vol. III, 1949 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

CHAMBORD, HENRI-CHARLES-FERDINAND-MARIE-DIEUDONNÉ D'ARTOIS, DUCA DI BORDEAUX, CONTE DI

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Noto anche come: inglese: child of the miracle; francese: enfant du miracle, Comte de Chambord, Henri V

CHAMBORD, HENRI-CHARLES-FERDINAND-MARIE-DIEUDONNÉ d'Artois, duca di Bordeaux, conte di. - Capo del ramo primogenito della casa di Borbone e pretendente al trono di Francia, n. a Parigi il 29 sett. 1820, m. a Frohsdorf il 24 ag. 1883. Suo padre, il duca di Berry, erede al trono di Francia, era stato assassinato nel febbr. del 1820 e perciò il piccolo Enrico fu chiamato « figlio del miracolo ». Mutò il titolo di duca di Bordeaux in quello di conte di C. nel 1821, quando ebbe in dono l'omonimo castello. Dopo l'abdicazione del nonno Carlo X a causa della rivoluzione del 2 ag. 1830, Luigi Filippo duca d'Orléans, figlio di Filippo « Egalité », non volle farlo riconoscere come re del popolo insorto di Parigi, e così il bambino dovette partire anch'egli per quell'esilio in Inghilterra ed in Austria, da cui non tornò più.

Per disposizione di Carlo X, venne educato secondo la tradizione rigidamente conservatrice ed assolutistica, e fu ben presto il centro d'attrazione di tutte le correnti legittimistiche d'Europa sino a diventarne l'esponente più autorevole. Morto Carlo X, e superati i contrasti con i fautori dello zio Luigi conte d'Angoulême, fu riconosciuto da tutti i legittimisti francesi con il nome di Enrico V in opposizione al partito orleanista. Il 7 nov. 1846 Enrico di C. sposò l'arciduchessa Maria-Teresa d'Austria-Este, dalla quale non ebbe figli. I moti del 1848 e le relative vicende politiche alienarono sempre più l'animo del conte dai principi di libertà e di sovranità popolare; e l'intransigente circolare dettata in Wiesbaden il 30 ag. 1850, volta a respingere l'idea d'una restaurazione per via plebiscitaria, gli precluse ogni probabilità di ritorno al trono. Invitò i suoi seguaci ad astenersi da qualsiasi collaborazione alla vita pubblica durante il secondo impero, dimostrandosi sino dal 1856 con il duca di Nemours alieno persino dalla eventuale accettazione del vessillo tricolore. Devotissimo al Pontefice ed alla S. Sede, fautore e difensore del potere temporale (1866), simpatizzò con quanti accorrevano ad arruolarsi nelle schiere pontifice, e primo fra gli altri con l'eroico de Charette, con il quale era anche legato da vincoli di parentela. Nel 1871 anzi non esitava a dichiarare che, non appena risalito al trono, avrebbe senz'altro rivendicati i diritti temporali di Pio IX. Quasi imminente appariva allora una restaurazione della monarchia in Francia. Caduto Napoleone III, Enrico di C. aveva potuto rimettere il piede sul suolo patrio (1° luglio 1871), ma non volle piegarsi a sostituire la bandiera bianco-gigliata con quella tricolore, pur essendo poi pervenuto nell'ag. del 1873 a riconciliarsi con gli orleanisti, nel senso che Enrico V sarebbe stato nuovamente re di Francia, e Filippo II d'Orléans conte di Parigi suo erede al trono. La riaffermazione dei principi ed il rifiuto d'ogni compromesso a proposito del vessillo a restaurazione avvenuta (lettera del 27 ott. 1873 indirizzata da Salisburgo al Chesnelong), fecero naufragare ogni possibilità di restaurazione monarchica. Ulteriori trattative svolte a Versailles con il Mac Mahon non ebbero, sempre a causa della intransigenza dello C., esito favorevole: l'Assemblea nazionale proclamava così il 25 febbr. 1875 definitivamente la Repubblica. Ad Enrico di C. non rimase allora che ritirarsi definitivamente a Frohsdorf in Austria, dove morì lasciando memoria d'uomo religiosissimo, generoso e retto.

Bibliografia4 opere
BIBL.: Opere: Ecrits politiques et correspondance du comte de C., Parigi 1880. Studi: H. de Pène, Henri de France, ivi 1884; M. Paléologue, Une visite à Frohsdorf en 1923, in Revue des deux mondes, 1940, III, pp. 243-63; L. Salvatorelli, Storia d'Europa dal 1871 al 1914, I, Milano 1940, passim e specialmente le pp. 305-13; G. Gallavresi, s. v. in Enc. Ital., IX (1931), p. 922.

Paolo Dalla Torre

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. III (1949), coll. 1377–1378.

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Altre voci di Paolo Dalla Torre: CHARETTE DE LA CONTRIE, ATTIANASE DE · CHARVAZ, ANDRÉ · CECCARELLI, ALESSANDRO · CIALDI, ALESSANDRO · CATTANI, GAETANO MARIA

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Dalla, Torre Paolo. “Chambord, henri-charles-ferdinand-marie-dieudonné d'artois, duca di bordeaux, conte di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. III, coll. 1377–1378. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/chambord-henri-charles-ferdinand-marie-dieudonne-d-artois-duca-di-bordeaux-conte-di.

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Dalla, Torre Paolo. “Chambord, henri-charles-ferdinand-marie-dieudonné d'artois, duca di bordeaux, conte di.” Enciclopedia Cattolica, vol. III, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 1377–1378. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/chambord-henri-charles-ferdinand-marie-dieudonne-d-artois-duca-di-bordeaux-conte-di.

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