CHAMOS (ebr. Kéméf). - Dio nazionale e principale dei Moabiti (Iudc. 11, 24; I Reg. 11, 7, 33; II Reg. 23, 13), chiamati perciò « popolo di C. » (Num. 21, 29; Ier. 48, 46). Il re Mesa si chiama « figlio di C. », e a lui, come a dio della guerra, per essere liberato dalla stretta dei nemici, offre sulle mura della città il proprio figlio (II Reg. 3, 27). Il suo culto fu introdotto in Gerusalemme da Salomone (I Reg. 11, 7, 33), che gli innalzò un altare sul monte degli Ulivi e sul monte dello Scandalo, e durò probabilmente, salvo la breve interruzione sotto Giosia, che ne distrusse i luoghi di culto (II Reg. 23, 13), fino alla fine del regno di Giuda.
Fu identificato con Beelphegor, Beelzebub, o considerato come una specie di Marte, dio della guerra. Oggi si vede generalmente in lui una delle forme multiple del dio Baal, la grande divinità cananea, che personificava la natura e il sole. Suo simbolo sembra fosse il disco solare alato, e come divinità solare era adorato al pari del dio Melchom degli Ammoniti. Melchom riceveva lo stesso nome di C. (Iudc. 11, 24). Presso i Moabiti entra, come Jahveh presso gli Ebrei, nella composizione di parecchi nomi propri, p. es., Chamosmelek padre di Mesa (stele di Mesa).