CHELINI, DOMENICO

CHELINI, Domenico. - Matematico scolpio, n. a Gragnano (Lucca) il 18 ott. 1802, m. a Roma il 16 nov. 1873. Insegnò matematica nel collegio Nazareno dal 1831 al 1851; quindi sino al 1864, meccanica e idraulica nella Università di Bologna, dove fu amato ed ammirato da tutti. Destituito per non aver prestato giuramento, fu chiamato a Roma dove insegnò all'Università dal 1867 al 1870, quando venne dimesso per la stessa ragione. Il C. si ritirò sebbene dopo fosse dispensato dal giurare. Insegnò all'Università Vaticana, sinché non fu chiusa; quindi privatamente.
Scrisse memorie di geometria analitica, perfezionando i metodi, avvicinandosi al calcolo geometrico e al calcolo baricentrico; nella teoria delle superfici semplificò vari teoremi di Gauss. Scrisse un trattato, Elementi di meccanica razionale (Bologna 1860), che contiene un'esposizione della dinamica. L'indomani della sua morte, papa Leone XIII, in un'udienza, espresse il suo rammarico per la scomparsa del C. chiamandolo «gran luminare della scienza e del clero», scolpio quanto dotto e amato da tutti, altrettanto umile e sconosciuto a se medesimo. Nella Sapienza a Roma gli venne eretto un busto marmoreo, per sottoscrizione dei matematici d'Italia, con a capo Luigi Cremona.

BIBL.: A. Leonetti, Pubbliche testimonianze alla memoria del D. C., Bologna 1880; E. Beltrami, Della vita e delle opere di D. C., in Collectanea mathematica in memoriam Dominici C., Milano 1888 (con bibl. completa dei suoi 53 lavori). Leodegario Picanyol