CHICAGO, ARCIDIOCESI di. - Città dello Stato dell'Illinois negli Stati Uniti, e sede di arcidiocesi metropolitana che comprende le contee di Cook, Lake, Du Page, Kankakee, Will e Grundy nell'Illinois con una superficie complessiva di 10.136 kmq. Suo suffragante sono le diocesi di Belleville, Jolliet, Peoria, Rockford e Springfield nell'Illinois. Nel 1948 i cattolici erano 1.755.868 su 5.110.100 ab., sotto la direzione del cardinale arcivescovo, di tre vescovi ausiliari, 1113 sacerdoti diocesani e 942 religiosi appartenenti a 25 istituzioni, con 549 chiese, 447 parrocchie, un seminario, una Pontificia facoltà teologica, fondata il 20 sett. 1929, e un collegio a Roma, tutti intitolati a S. Maria del Lago; in più un seminario minore. Nel 1947 vi furono 6196 conversioni.
Fin dal 1674 il celebre gesuita Giacomo Marquette esplorava il territorio dell'attuale diocesi, ma solo alla fine del sec. XVIII i bianchi cominciarono a colonizzarlo. Nel 1804 fu costruito il forte Deaborn all'imboccatura del fiume Chicago, e intorno vi si stabilirono dei coloni. Nel 1833 un centinaio di cattolici ivi residenti domandarono a mons. Rosati vescovo di St-Louis e amministratore di Bardstown, di cui faceva parte l'Illinois, di avere un sacerdote stabile. Il vescovo inviò l'abate Saint-Cyr che costruì la prima chiesa. Nel 1843 i progressi realizzati incitarono il 5° Concilio plenario di Baltimora a domandare alla S. Sede di separare C. dalla diocesi di Vincennes (oggi Indianapolis) dopo l'erezione di quest'ultima nel 1834 per farne sede di un vescovato. Il 28 nov. 1843 Gregorio XVI eresse la nuova diocesi, elevata da Leone XIII a metropolitana l'8 sett. 1880. In C. si tenne nel 1926 il XXVIII Congresso eucaristico internazionale. Dal 1892 si pubblica in C. il The New World Publishing Co., organo ufficiale dell'arcidiocesi di C. e della provincia di Illinois. - Vedi Tav. LXXXIX.
PARLAMENTO DELLE RELIGIONI A C. - In occasione dell'Esposizione Universale tenuta a C. nel 1893 si tenne in quella città, organizzato dal ministro protestante J. H. Barrow, un «Parlamento delle religioni» dall'11 al 27 sett., al quale furono invitati i dignitari delle varie religioni del mondo. Non vi aderirono ufficialmente né l'islamismo né l'anglicanesimo: gli arcivescovi americani dopo qualche esitazione decisero di prendervi parte e incaricarono dell'organizzazione mons. Keane, rettore dell'Università cattolica di Washington, il quale propose anche l'argomento delle dissertazioni (la discussione era esclusa) per i vari giorni del congresso. I temi proposti furono per ciascun giorno i seguenti: Dio, l'uomo, la religione, cioè il rapporto tra Dio e uomo; le varie religioni e loro studio comparato; le scritture sacre; e poi i rapporti della religione con la famiglia, la società, i problemi sociali, le prospettive di riunione dei cristiani, ecc.
Lo scopo del Parlamento secondo C. C. Bonney, direttore dell'Esposizione, «doveva essere inteso come l'unione di tutte le religioni contro l'irreligione».
Presenziarono il congresso, oltre i cattolici, gli «ortodossi», i protestanti delle varie denominazioni, gli Ebrei, e poi buddhisti, scintoisti, confuciani, taoisti, parsi, tutti nei loro paludamenti sacri.
La seduta fu aperta con la recita del Pater noster recitato dal card. Gibbons e seguito da tutti i presenti. Segui nelle varie tornate l'esposizione, natu-
naturalmente apologetica, delle varie credenze pur essendo in tutti la preoccupazione di porre in luce più l'elemento morale-unificatore, che non quello dottrinale, discriminatore delle varie credenze. Per l'illustrazione particolare delle varie fedi si tennero sedute in separata sede.
Mons. Keane riassunse così i risultati del «Parlamento»: 1) la comparazione delle religioni sbocca nell'affermazione del monoteismo; 2) lo sforzo di unità del mondo logicamente e storicamente si orienta verso la persona storica di Gesù Cristo; 3) la sua Chiesa non deve essere soltanto una federazione di corpi distinti, ma una unità organica, vero corpo mistico di Lui.
Il «Parlamento delle religioni» di C. non ha giovato - come del resto era prevedibile - a unificare le idee né a chiarire speciali punti di vista della storia delle religioni; ma valse ad accentuare il desiderio di unione dei cristiani, patrocinando innanzi tutto l'unione di tutte le chiese protestanti di lingua inglese. Esso propose anche di stabilire vari comitati per assicurare la periodicità di tali riunioni, le quali si tennero infatti, sebbene Leone XIII con una lettera al delegato apostolico consigliasse ai cattolici di radunarsi per loro conto o almeno di assistere a dette riunioni solo in qualità di uditori.