CIANFORAN (CHAMFORANS), SINODO DI

CIANFORAN (CHAMFORANS), SINODO di. - Quando, nella prima metà del sec. XVI, sorse nella Germania e nella Svizzera il movimento protestante, i valdesi (v.), già da secoli separati dalla Chiesa cattolica, mandarono alcuni dei loro «barba», o ministri, in quei paesi, affinché si abboccassero con i caporioni protestanti. Nel 1530 questi messaggeri visitarono
Guglielmo Farel (1489-1565) a Neuchâtel, Giovanni Ecolampadio (1482-1531) a Basilea, e Martin Bucero (1491-1551) a Strasburgo.
Tornati in patria, il Sinodo valdese del 1531 ne udì i pareri e decise di invitare alcuni riformatori della vicina Svizzera ad intervenire al Sinodo del 1532. Vennero difatti, oltre il Farel, Antonio Saunier e Pietro Robert, detto l'Olivetano, il futuro traduttore della Bibbia in francese, i quali nel grande Sinodo di C. (12 sett. 1532), luogo vicino ad Angrogna, dopo una discussione lunga e vivace persuasero i valdesi ad accettare le nuove dottrine, cioè la predestinazione, l'inutilità delle buone opere per la giustificazione, la confessione libera, il matrimonio dei chierici e due soli Sacramenti. Nel Sinodo di Pral dell'anno seguente 1533, nonostante le obiezioni di alcuni che non erano favorevoli al cambiamento, le dottrine protestanti furono definitivamente adottate. Con questa decisione i valdesi non solo aumentarono le loro divergenze di fronte alla Chiesa cattolica, ma - come osserva la scrittrice Kartunen - si strinsero con una città (Ginevra) nemica della casa di Savoia, e questa fu non piccola causa delle difficoltà e delle lotte che ebbero poi con i loro legittimi sovrani.

BIBL.: L. Kartunen, Antonio Possevino, Losanna 1908; T. Gay, Histoire des Vaudois, Firenze 1912; Ern. Comba, Storia dei valdesi, Torre Pellice 1930.